Wegener e la deriva dei continenti

Se analizzassimo la forma dei continenti basterebbe un semplice sguardo per scoprire quanto i confini di alcune placche continentali combacino con altri. I continenti sono come tessere di un puzzle che unite formano una massa continentale completa, detta Pangea. Il movimento dei continenti continua tuttora e sono già stati ideati dei modelli matematici e delle ricostruzioni computerizzate di come potrà essere il nostro pianeta tra qualche decina di milioni di anni.

L’aspetto molto sorprendente della deriva dei continenti, qualcosa che dovrebbe stuzzicare l’attenzione anche dell’utente comune, è che è relativamente recente se si pensa all’età del nostro pianeta. Va ricordato che essa è stata strumentale per lo sviluppo e la diffusione di molte specie, animali e vegetali.

La teoria della deriva dei continenti ha fatto nascere una scienza, la tettonica delle placche, che è riuscita a spiegare moltissimi fenomeni prima sconosciuti. Il primo dei quali è il fenomeno dei terremoti. Prima della tettonica si sapeva cos’era un terremoto e cosa comportava, ma non si sapeva da cosa era causato (cioè dallo slittamento delle placche lungo delle linee di faglia, che sono in sostanza delle fratture della crosta terrestre). Grazie ai sismografi è stato tracciato l’intero interno del nostro pianeta, riuscendo a capire come funziona lo spostamento delle placche nel tempo. A giocare un ruolo principale è il calore interno della Terra, che agisce come un motore sotto le placche continentali, grazie a dei movimenti di convezione, autentiche correnti all’interno del magma. Questo può fuoriuscire attraverso i punti caldi di solito posizionati sul fondale marino, che fungono da ancoraggio per le isole vulcaniche, come le Hawaii ad esempio. Questi punti caldi si spostano lungo una linea nel corso del tempo. Le isole delle Hawaii sono state create da un unico punto caldo, che si è spostato nel tempo, creandole lungo una linea immaginaria che può essere facilmente desunta osservandone la collocazione geografica.

Alla deriva dei continenti si deve anche la spiegazione della formazione della crosta terrestre: essa è il risultato del progressivo riscaldamento del magma fuso, che fuoriesce attraverso i punti caldi e i vulcani, ma anche attraverso le dorsali. Qui, autentiche zone di confine tra le placche, l’oceano si allarga e genera nuova terra. L’Islanda ad esempio è inserito proprio nel vertice più settentrionale della dorsale medio atlantica, in un punto in cui si genera vera e propria Terra. Con questa teoria abbiamo anche spiegato la formazione degli oceani. Infine, conoscendo la composizione del pianeta, studiando il nucleo di ferro caldo che è posizionato al centro del pianeta, abbiamo potuto ipotizzare e dimostrare l’esistenza del campo magnetico terrestre, decisivo e vitale sia per proteggerci dai raggi UVA, sia per generare l’atmosfera attuale, che rende possibile la vita sulla Terra. Un plauso dunque a Wegener, uno degli scienziati fondamentali nella comprensione della storia della Terra.

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