Vento solare e campo magnetico terrestre

Il vento solare è un flusso plastico che si forma dalle eiezioni della corona solare, costituito principalmente da gas ionizzato, in grado di estendersi fino all’orbita di Plutone. Quando arriva sulla Terra la velocità di queste folate cariche di protoni ed elettroni raggiunge i 400 km/s, facilmente raddoppiata.

La particolarità del vento solare sta nel fatto che si tratta di un vero e proprio killer. Se non ci fosse il campo magnetico terrestre, la Terra subirebbe diversi contraccolpi. Il più importante è quello del consumo e del disfacimento dell’atmosfera, vitale per la nostra esistenza. Marte ha un’atmosfera molto tenue, dovuto al fatto che è stato erosa col tempo dal vento solare che ha potuto agire indisturbato una volta che il pianeta di è raffreddato e ha smesso di generare un potente campo elettromagnetico.

Un’attività particolarmente interessante del macchie solari, che non sono altro che dei nodi creati sulla superficie solare da potenti forze elettromagnetiche, non è legata al vento solare. In precedenza si riteneva che il legame fosse inscindibile, ma già nel 2008 abbiamo avuto un picco di vento preceduto da una sorta di bonaccia sul campo delle macchie.

Come funziona l’interazione tra campo elettromagnetico e vento solare?

La Terra ha questo scudo naturale prodotto dal nucleo ferroso bollente. Ovviamente il pianeta si sta raffreddando, ma molto lentamente. È come una grande centrale elettrica in via di spegnimento da miliardi di anni: produce calore, come sappiamo, ma anche delle potenti fasce elettromagnetiche che formano la cosiddetta magnetosfera. Il vento solare la investe, la schiaccia, ma di fatto devia come se fosse una sponda di biliardo la sua direzione, formano una lunga coda di plasma.

Cosa provoca il vento solare

Il vento solare è conosciuto da tempo ed è responsabile di diversi effetti visibili. Anzitutto si deve ad esso la formazione della coda delle comete, che sono sempre opposte al Sole. L’effetto del vento è misurato dai satelliti e come si sa in caso di forti brillamenti con eiezioni della materia coronarica, le comunicazioni via satellite sul pianeta possono essere fortemente disturbate. L’entrata nell’atmosfera di molte particelle cariche elettricamente (comunque una miseria rispetto a ciò che accadrebbe senza lo scudo magnetico) può mettere in difficoltà l’approvvigionamento di energia, colpendo la rete elettrica.

Sull’uomo l’aumento dei raggi ultravioletti (UVA) provoca pericoli per la pelle e la necessità quindi di non esporsi troppo alla luce solare, usando le adeguate protezioni.

Nel Nord Europa e nelle regioni polari assistiamo da millenni, sgomenti e affascinati, agli effetti del vento solare sulla nostra atmosfera: le aurore polari si formano in corrispondenza del polo magnetico, in una fascia molta ristretta in cui le onde convergono verso il punto di intersezione dell’asse terrestre. Si tratta di una reazione dovuta all’interferenza delle particelle ionizzate con la nostra ionosfera. La classica forma a imbuto delle aurore è dovuta alla curvatura del nostro campo magnetico in prossimità del polo.

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