Vendita vino online: prospettive e opportunità

Il mercato del vino rosso italiano, apprezzato in tutto il mondo, sta crescendo anno dopo anno. Ma quanto è rilevante la fetta dell’e-commerce nella vendita del vino? La particolarità del mercato italiano, basato su una distribuzione capillare, su più direzioni, è dovuta alla grande produttività delle nostre cantine: grosse holding, cantine sociali, piccole aziende agricole private si contendono il mercato puntando ciascuna su una propria nicchia. C’è chi preferisce battere la strada dei ristoranti di classe, chi punta sulla cucina tipica, chi ancora sulla grande distribuzione organizzata, chi sulla vendita in sfuso direttamente in cantina e chi propone tutto. Spesso è il mercato estero a fornire la soluzione a tutti i problemi, presentando il vino nei tradizionali appuntamenti fieristici, o sfruttando canali commerciali battuti da anni nelle comunità italiane in Nord America, per esempio, o in Asia, dove il prodotto si sta sempre più facendo apprezzare.

Si vende poco vino online

vendita-vino-onlineUn articolo del Fatto Quotidiano dedicato al settore, ci informa che nel 2015 il mercato della vendita online di vino è cresciuto del 30%. Ma i dati in complesso non sono affatto confortanti, se andiamo a vedere il rapporto tra vendita tradizionale e vendita via web. Le enoteche online faticano a trovare contatti, non per mancata visibilità, ma perché il canale distributivo tradizionale ha una carta vincente: la polverizzazione urbanistica del nostro paese. In un mondo che tende sempre più a vivere ammassato in grandi metropoli, l’Italia resiste col suo reticolo di piccole cittadine, borghi e paeselli, ciascuno dei quali ha un punto vendita, una cantina sociale, un luogo dove poter acquistare il vino di zona. Tranne alcune zone svantaggiata, montagnose, ma comunque raggiunte facilmente dal mercato e dalla grande distribuzione, gli italiani vivono tutti all’interno di zone produttive (normalmente quelle collinari). La pianura padana è molto popolata e non produce vino, ma le colline tutto intorno sono quelle che ne producono di più in quantità e in qualità, basti pensare ai Colli Euganei o alle Langhe. Qui la grande distribuzione riesce a sopperire alla domanda, insieme a delle enoteche di qualità. In città come Milano e come Torino ci sono delle chicche di locali dove è possibile degustare e acquistare i vini rossi di qualità, in una dimensione ancora intima, quasi provinciale. Questa caratteristica del nostro paese coinvolge città più grandi come Roma. Oltre alla grande distribuzione i romani hanno la possibilità di farsi una gita fuori porta ai Castelli per acquistare del vino sfuso, da cantine locali che producono dei vini strepitosi.

Vendere il vino online dipende da molti fattori

Il mercato online – ci dice un esperto di web marketing – del vino, dipende anche dalla formula di vendita. “Nessuno fa un ordine di una bottiglia: chi vive in città e non può approvvigionarsi nei modi tradizionali, in genere vive in appartamento, non possiede una cantina e ha spazi contingentati. Per questo deve acquistare uno stock di bottiglie, sei, otto, non di più e deve avere la sensazione di poter realizzare uno sconto, un vantaggio, soprattutto su un’etichetta prestigiosa o comunque una qualità di vino normalmente più costosa se acquistata in enoteca”. Insomma, la penetrazione del commercio online di vino è ancora agli esordi, siamo molto indietro rispetto ad altri paesi che consumano molto meno vino, però esistono delle possibilità date da un lato dall’apprendimento di un abitudine (l’acquisto online degli alimentari), dall’altro dalla necessità – per i venditori – di trovare formule vincenti per invogliare l’utente.

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