Scoperto un pianeta simile alla Terra

Kepler 452b

L’eccitazione della NASA aveva colto un po’ tutti di sorpresa, perché normalmente l’agenzia spaziale americana non si lascia andare a facili sensazionalismi, eppure l’annuncio dato alle 18 italiane del 23 luglio ha fatto davvero sensazione. È stato scoperto e identificato un pianeta extra-solare simile alla Terra, roccioso, alla stessa distanza dalla sua stella. La ricerca di esopianeti negli anni si è andata perfezionando grazie all’acquisizione di perfezionati strumenti ottici, in grado di rivelare, attraverso l’analisi dello spettro elettromagnetico, la presenza di corpi in grado di “offuscare” anche lievemente la luminosità di base di una stella molto lontana. Le informazioni su Kepler 452-b sono essenziali. Si pensa sia nato più o meno quando si formò il nostro Sole, ma ha una forza di gravità doppia rispetto a quella terrestre. Se vi state chiedendo se è possibile viverci, la risposta è sì, il problema è ovviamente arrivarci. Il fatto che sia straordinario dipende dalla straordinarietà della vita e delle condizioni in cui essa sorge, che dipendono da delle scarse probabilità che la Terra ha centrato per intero fin dalla sua formazione.

Il pianeta in grado di ospitare la vita così come la conosciamo dev’essere:
a) a una distanza rassicurante dalla propria stella. Non troppo lontana per essere troppo freddo e far ghiacciare le acque, non troppo vicina per farle evaporare (l’acqua è la chiave)
b) dev’essere roccioso. Cioè non deve essere una palla di gas, ma essere dotato di un nucleo roccioso, preferibilmente caldo, ricco di ferro, com’è il caso del nostro pianeta. Nel nucleo esterno le correnti di ferro bollente generano il campo elettromagnetico, che è fondamentale per mantenere l’atmosfera e respingere le particelle di vento solare, che la distruggerebbe.
c) dev’essere stabile, in un’orbita pulita. La vita si è sviluppata in tempi relativamente brevi e si è moltiplicata in tempi brevissimi per la scala dell’universo. Questo perché dovevano maturare delle particolari condizioni astronomiche. La Terra doveva ripulire la sua orbita, sottomettendosi a un disastroso ciclo di impatti meteoritici (intenso bombardamento tardivo); la formazione della Luna ha contribuito a stabilizzare l’orbita.

Di Kepler 452-b sappiamo che appartiene a una stella distante 430 parsec dal nostro pianeta, molto simile al Sole per brillantezza e massa (nella costellazione del Cigno). Anche per questo motivo si può parlare di condizioni estremamente simili e di pianeta “quasi gemello”. Gli astronomi ogni anno trovano dei pianeti in diversi sistemi stellari, ma simili alla Terra veramente pochi, se ne contano una dozzina. Questo a ribadire il fatto che se c’è vita extra-terrestre, essa è comunque rara.

Commenta