Scoperti tre pianeti cugini della Terra

Se un giorno fossimo costretti ad abbandonare il nostro pianeta, per delle circostanze incontrovertibili forse sapremo dove rifugiarci. Una pubblicazione su Nature ha annunciato la scorsa settimana di aver scoperto altri tre pianeti abitabili, cugini della Terra, abbastanza “vicini” da essere raggiunti da una futura evoluzione della nostra specie: quella capace di fare viaggi interstellari di 40 anni luce. Questi tre pianeti ruotano tutti intorno alla loro stella principale, all’esterno della fascia di abitabilità, ovvero in quella zona immaginaria nella quale sono ancora possibili le condizioni di illuminazione e temperatura fondamentali per sopravvivere. Non è la prima volta che gli scienziati annunciano scoperte del genere, ma la novità sta nel fatto che, spesso, i pianeti esterni al sistema solare che vengono scoperti sono giganti gassosi che ruotano intorno a stelle instabili, in zone troppo impervie per consentire la nostra vita.

Questi tre pianeti sono stati osservati attraverso il Very Large Telescope, il sistema di osservazione più avanzato che possediamo sul nostro pianeta. La loro caratteristica principale non è il fatto che assomiglino alla Terra o a Venere, in termini di dimensioni, o che abbiano dei piani orbitali molto particolari. La vera novità è nel fatto che ruotano intorno a una stella nana rossa, chiamata 2MASS J23062928-0502285, dieci volte più piccola del Sole, ma più fredda. Il fatto che i pianeti siano più vicini alla loro stella, di quanto non sia il nostro rispetto alla nostra, assicura comunque una distanza di sicurezza che ne consente l’abitabilità. Inoltre sono rocciosi. Da un punto di vista statistico le stelle nane rosse soddisfano alcuni requisiti della celebre equazione di Drake, rappresentando la maggioranza degli astri presenti nell’universo. In particolare esse sono molto numerose nella zona di galassia vicina al Sole, il che farebbe pensare che possiamo cercare gli “alieni” non troppo lontano da noi. Sempre ragionando in termini astronomici ovviamente.

L’osservazione delle stelle che potrebbero ospitare pianeti continua da anni. La scoperta dei pianeti non dipende da un dettaglio puramente visivo. Gli astronomi non dispongono di telescopi così potenti da poter analizzare in dettaglio una stella tanto lontana e scorgere il pianeta che gli ruota intorno, nemmeno avvalendosi dei sofisticati telescopi spaziali. Il miglior modo per scoprirli è tramite l’effetto Doppler e le differenze nel livello di radiazione registrate sullo spettro solare, attraverso degli strumenti di rilevazione interferometrica, che combinano elementi di radioastronomia con quelli ottici

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