Il rendering: la progettazione in 3D che fa spettacolo

Chiunque abbia a che fare con la progettazione di interni ed esterni dovrebbe presentare il proprio lavoro servendosi di quel processo grafico chiamato rendering 3D. Si tratta tecnicamente di un processo di produzione dell’immagine basata su dati tridimensionali, ottenuti e realizzati tramite programmi software appositi e conoscenze di design e geometria non indifferenti. Il rendering professionale è un processo creativo esattamente come lo è il cinema o la scenografia, perché l’esperto di grafica tridimensionale deve ideare lo spazio e tracciarlo, concependolo dalla A alla Z. Ciò è tanto più vero quando ha a che fare con la progettazione di spazi interni, nel caso di arredo di una stanza, nella ristrutturazione di una casa o di un edificio. Ma vale anche per gli spazi esterni (il cosiddetto “rendering esterni”) che viene molto utilizzato per la presentazione dei progetti finali per la sistemazione di luoghi pubblici come giardini, residenze, strade, cantieri e lavori pubblici.

Efficacia del rendering

Il rendering è molto efficace. Una ricerca effettuata presso i professionisti che sono implicati nella ristrutturazione, nell’arredo e nel design, nonché tra i cantieri e gli studi di ingegneria ha dimostrato che un progetto finale presentato in rendering ha maggiori possibilità di far aggiudicare il lavoro di altri presentati in modo bidimensionale, tramite i soliti progetti su carta. Il controllo creativo che si ha nel rendering, dopotutto, consente di far visualizzare i dettagli fino al minimo, dando proprio l’impressione di consegnare l’idea e di materializzarla all’istante. Dietro la progettazione di uno spazio in rendering c’è comunque tanto lavoro, anche se esistono dei piccoli trucchi di mestiere che possono accorciare i tempi, rendendo il progetto ugualmente accattivante.

I dati tridimensionali di un software di rendering possono interagire tra di loro, oltre a creare linee e forme geometriche, possono essere arricchiti di elementi spaziali, di arredo, oggettistica e design prodotti a migliaia, in modo da rendere molto chiara l’idea che si ha in mente. Quando si progetta uno spazio pubblico, per esempio, sarà interessante inserire o delle animazioni oppure delle persone che interagiscono con esso. Il bello del rendering 3D è che utilizza un punto di vista, giocando con i fasci di luce e di illuminazione per presentare il progetto al meglio. La texture, le ombre, le sfumature di colore servono a conferire al progetto non solo il classico tocco tridimensionale, suggerendo la profondità, ma anche conferire effetti realistici che lo differenziano dal classico disegno.

Oggi i progetti di rendering si realizzano tutti al computer e sfruttano software complessi dal punto di vista grafico, ma funzionali e semplici dal punto di vista dell’interfaccia di componimento. L’elaborazione richiesta però non è quella del classico pc portatile da supermercato: occorre memoria, spinta, accelerazione grafica. Ogni progetto di rendering professionale richiede tempo e dedizione come un’opera d’arte. Per gli studi professionali comunque è un passo in avanti decisamente avveniristico e fa tutta la differenza, quando si tratta di portare a casa un lavoro.

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