prodotti tipici sardi

Prodotti tipici sardi, quali gustare

In Sardegna le piante e gli animali crescono sull’isola da millenni, con presenze autoctone tipiche che conferiscono alla cucina sarda una caratteristica di non contaminazione molto rara nel mondo moderno e globalizzato. I prodotti tipici sardi comprendono una notevole varietà di preparazioni e attingono al vasta patrimonio faunistico e ittico per creare primi e secondi di qualità apprezzati dai turisti di tutto il mondo. Un esempio della particolare autonomia, tipica dell’isolamento, è sicuramente la coltivazione dell’uva cannonau, conosciuto in Sardegna da almeno 3 millenni e mezzo, come hanno dimostrate anche le recenti scoperte dei paleontologi.

Qualche cenno sulla Sardegna

prodotti tipici sardiÈ stata la particolare posizione geografica a determinare la storia della Sardegna: il suo isolamento, la sua distanza dall’Italia e dal continente, circondata da canali e mari spesso burrascosi, ne hanno condizionato sia lo sviluppo, sia la conservazione delle pianti e degli animali, degli usi e delle tradizioni. I sardi hanno sempre guardato al mare con sospetto, perché esso era il percorso battuto dagli invasori che spesso razziavano e fruttavano l’isola, costringendo gli abitanti a rifugiarsi all’interno. La Sardegna è un’isola di frontiera, confinando con la Francia attraverso la Svizzera. Insieme a quello friulano, lo stato italiano riconosce l’esistenza del popolo sardo, contrassegnato da una lingua rude, che ha profondi radici latine e spagnole e dei residui delle vecchie dominazioni puniche.

I piatti tipici della Sardegna

I piatti tipici sardi sono contrassegnati dal requisito dell’unicità. In particolare la preparazione non è univoca in tutto il territorio regionale, ma spesso varia da comune a comune, da zona a zona, con distinzioni che al sapore spesso appaiono evidenti, anche se ci si riferisce a quel prodotto e a quel piatto con lo stesso nome. Le carni e il pesce affiancano la pasta, la cui preparazione artigianale coinvolge generazioni di donne da millenni. In Sardegna, infatti, a parte i piatti a basi di pesce, la cucina tradizionale prevede l’impiego di pasta fresca preparata sul momento per impiattare ravioli (culurjones) con diversi ripieni e condimenti. Cinghiale, angelo magro, maialino arrosto, melanzane, carciofi, pomodori, aragoste, ricci di mare, polpi, vongole, cozze, calamari, muggine e via discorrendo, rappresentano l’abbondanza della Sardegna. I sapori principali sono indirizzati a un moderato salato, che si accompagna bene con i vini nativi, come il cannonau appunto, la monica, il nuragus e il fermentino per tutti i piatti a base di pesce. La bottarga è il “caviale” sardo: uova di muggine pressato e salato, spesso servito a scaglie in spaghetti o insalate.

Spezie per insaporire

Lo zafferano è la spezia tradizionale, costosa come si sa, che trova in Sardegna il terreno adatto per svilupparsi, fornendo lo spunto per dei condimenti brillanti per gli gnocchi (malloreddus) o la pasta fresca. Il rosmarino viene utilizzato per insaporire gli arrosti, soprattutto il maialetto arrosto, assieme all’altra pianta nazionale sarda, il mirto. Il porcetto è probabilmente il piatto a base di carne maggiormente apprezzato, preparato allo spiedo vicino ad una fiamma viva o in casa in forno, è particolarmente saporito e si accompagna in modo esemplare ai vini corposi come il Cannonau. La cucina a base di pesce offre una varietà di piatti, che vanno dagli antipasti a base di frutti di mare, all’aragosta, ai ricci (spesso serviti con gli spaghetti a formare un primo raffinato), ai gamberi, le cozze (a Olbia) e i granchi.

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