Cosa sono i diritti d’autore

Il problema dei diritti d’autore e delle royalties per gli artisti in campo musicale potrebbe essere risolto rinunciando al monopolio della SIAE? Sembrano pensarla così cantanti come Fedez e Gigi D’Alessio, che si fanno apripista di un nuovo modo di gestire i proventi delle vendite e dei passaggi radio della propria musica. Va detto che da quando c’è internet molta acqua è scorsa sotto i ponti. Dai tempi di Napster a quelli di Spotify sono cambiati completamente i connotati del mercato musicale, paralizzato dalla diffusione dello streaming e soprattutto di iTunes, che ha dato la stura a un mercato alternativo a quello dei supporti fisici (cd e dvd) recentemente rilanciato dalle vendite stratosferiche di Adele (21 e 25).

Va detto che farsi riconoscere il diritto d’autore non è facile. Ma sembra comunque che l’iniziativa di Fedez e D’Alessio abbia più i connotati dell’antisistema, della protesta, tanto che dal moloch SIAE fanno sapere che i due torneranno all’ovile, quando si renderanno conto gli non riceveranno i soldi. Comunque vada a finire questa storia, il diritto d’autore è una conquista per chi compie opere d’ingegno, ancorché terrificanti nenie romantiche e ridicoli rap finto urbani, perché tutela la creatività. Il diritto d’autore innanzitutto conferisce all’autore il pieno controllo dell’opera da lui creata. Tanto è vero che si parla di diritti di sfruttamento e soprattutto di cessione (totale o parziale) dei diritti su un’opera. Ogni opera è concepita separatamente. Uno scrittore può cedere i diritti di un suo romanzo per una trasposizione cinematografica, ma solo di quello e non di tutto ciò che ha prodotto o produrrà in futuro.

Il diritto d’autore va in due direzione: da un alto hanno un carattere meramente patrimoniale, di sfruttamento economico dell’opera. Nel secondo caso invece abbiamo un diritto morale, cioè di riconoscimento della paternità dell’opera. Nel caso dei diritti patrimoniali l’autore vanta il diritto di riproduzione in più esemplari e della messa in commercio, può eseguire, rappresentare, recitare in pubblico l’opera o parti di essa, ha il diritto di diffonderla con i mezzi che ritiene opportuni, elaborarla o farla tradurre, arrangiarla o trasporla. Se io sono l’autore di una canzone, con la mia canzone posso fare tutto. Chiunque non sia io deve chiedere a me il diritto di fare qualsiasi cosa con la mia canzone, ad esempio trasmetterla in radio. In questo passaggio vengono riconosciuto dei diritti patrimoniali (royalties) che la SIAE si incarica ogni anno di raccogliere e redistribuire secondo criteri di suddivisione in percentuale. C’è quindi tutto un mondo di regole da osservare, che riguarda il pagamento della SIAE quando si organizzi un evento di minima rilevanza pubblica (ad esempio una festa privata), che concerne lo sfruttamento di un’opera (musicale, letteraria, cinematografica). I diritti morali relativi all’opera sono legati all’autore, anche quando questi ne ceda lo sfruttamento economico. L’autore rimane tale, anche se i suoi diritti sono già stati ceduti o acquisiti da altri. Va infine precisato che l’autore rimane tale e ha diritto di sfruttamento dell’opera anche quando operi con pseudonimo o con pubblicazione anonima.

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