Marco Tronchetti Provera – Biografia e curiosità

Un industriale appassionato, attento alla ricerca, votato all’innovazione e con un forte spirito di responsabilità sociale. Riservato, poco amante del gossip e delle grandi platee. È questo il ritratto che, nel 2005, l’economista e giornalista Fabrizio Spagna tratteggia di Marco Tronchetti Provera. L’occasione è quella della prima intervista concessa in esclusiva dall’imprenditore, un incontro divenuto poi libro: l’industriale. La storia di Marco Tronchetti Provera. In questa biografia, Tronchetti Provera, attuale amministratore delegato di Pirelli, parla della sua giovinezza (dalla laurea alla Bocconi alla Sogemar), dell’attività professionale, ma anche degli affetti di famiglia e di alcuni singolari aneddoti.

In quest’articolo anche noi vogliamo ripercorrere brevemente la sua storia di successo, descrivendone le tappe fondamentali e raccontandovi qualcosa che forse non avete ancora letto.

Nato a Milano nel 1948, in pieno Dopoguerra, è figlio di Giovanna Musati e Silvio Tronchetti Provera, dal quale eredita una forte passione per il settore metallurgico, energetico e della commercializzazione di prodotti petroliferi. Per questo, dopo aver ottenuto la laurea in Economia e Commercio presso la Bocconi di Milano, Tronchetti Provera decide di trascorrere un periodo di sei mesi a Londra, lavorando in una delle più rinomate aziende operanti nel settore dei trasporti: la P&O.

-> CON L’INTUIZIONE NEGLI OCCHI. Durante il periodo di apprendistato a Londra, Tronchetti Provera ha modo di apprezzare l’utilizzo dei container (una novità all’epoca) e, soprattutto, di notare l’importanza della vicinanza fra l’industria che produce e il terminal che movimenta le merci.

Al rientro in Italia, fonda la sua prima società, la Sogemar, e un nuovo terminal a Rho, nella parte più produttiva della Lombardia che, a questo punto, diviene ottimamente collegata con i principali porti europei.

Nel 1978 Marco Tronchetti Provera sposa Cecilia Pirelli, figlia prediletta di Leopoldo Pirelli. Così Lina Sotis, giornalista e scrittrice italiana, la descrive: donna estroversa, “dalle gambe lunghe e nervose”.

Nel 1986 Tronchetti Provera vende la Sogemar e, con la liquidità ottenuta, rileva le quote azionarie di Camfin, aderente al patto di sindacato Pirelli. Di questa società diviene prima amministratore delegato, poi presidente. Nello stesso anno entra anche nella Pirelli & C. come socio accomandatario.

-> UN ATTO DI FIDUCIA. Il socio accomandatario di un’azienda è colui il quale non solo si occupa dell’attività amministrativa, ma che risponde anche in modo illimitato delle operazioni della stessa. Quindi non un semplice finanziatore, ma un vero e proprio componente dell’azienda.

La decisione di far entrare Marco Tronchetti Provera in queste vesti è proprio di Leopoldo, fermamente convinto che ben presto il genero diventerà più di un capo.

Dopo molti anni di fortuna e successi, alcune scelte sbagliate di Leopoldo Pirelli mettono in ginocchio l’azienda. Amareggiato e deluso per gli errori fatti, Leopoldo si dimette e, nel 1992, permette a Marco Tronchetti Provera di diventare vice presidente e amministratore delegato dell’azienda. A lui il compito di risanarla e salvarla dal fallimento. Per raggiungere questo obbiettivo, Tronchetti Provera opera un tournaround finanziario dell’azienda, avviando la cessione di alcune attività minori, puntando sul settore immobiliare (il fatiscente quartiere della Bicocca diviene una graziosa area residenziale) e incentrando tutta la produzione sugli pneumatici e i cavi.

Sempre nel 1992, Marco e Cecilia divorziano. Dal loro matrimonio nascono 3 figli: Giada, Giovanni e Ilaria.

-> LA POPOLARITÀ SALE ALLE STELLE. Chi c’era in quegli anni ricorderà sicuramente che, in quanto “salvatore della patria”, o meglio, di una delle più importanti aziende italiane, Tronchetti Provera vede la sua popolarità raggiungere rapidamente picchi inaspettati. I media e le testate giornalistiche gli dedicano pagine e spazio; mentre chi incontra il suo particolare cognome per la prima volta ha qualche difficoltà a pronunciarlo correttamente. Celebre il caso della giornalista Rai che, in diretta TV, lo chiama Marco Tronchetti “Proverà”, episodio più volte ripreso dai programmi satirici dell’epoca.

Nel 1997, mentre si trova a Londra per la presentazione del nuovo calendario Pirelli, una giovane e bellissima giornalista di moda lo aspetta per un’intervista. Tronchetti Provera si fa attendere. Quando arriva è sgarbato e sbrigativo. La giornalista, fiera e decisa, gli risponde che l’intervista se la può fare anche da solo e se ne va. Nel 2001 quella splendida donna, soprannominata poi “l’araba felice”, diviene sua moglie. Stiamo parlando di Afef Jnifer.

Nel 2000 i sistemi ottici di Pirelli vengono venduti alle società americane Cisco e Corning per una cifra record. Marco Tronchetti Provera utilizza questo introito per aprire un altro capitolo della sua vita e tentare la scalata a Telecom. In collaborazione con la famiglia Benetton e 2 banche, acquista il 27% di Olivetti, diventando il nuovo azionista di maggioranza della società di telecomunicazioni italiana.

Ancora una volta, a Tronchetti Provera il compito di risanare le casse di un’azienda indebitata e malconcia. L’operazione procede con successo, fra pulizia di bilancio, espansioni internazionali e la fusione Telecom Italia / TIM; quando, nel 2006, Tronchetti Provera decide di dimettersi a seguito di alcune polemiche relative al suo tentativo di fusione con la NewsCorp di Rupert Murdoch, una potente società americana, e all’intromissione non gradita da parte dell’allora Governo Prodi.

-> LA POLITICA E GLI AFFARI. In precedenza il Governo possedeva delle azioni Telecom, per questo sull’azienda possiede una golden share che gli permette di bloccare operazioni considerate contrarie all’interesse nazionale.

Negli anni successivi una lunga serie di vicende giudiziarie si intromette nella vita privata e nel lavoro di Marco Tronchetti Provera lasciandolo, fortunatamente, sempre illeso e innocente.

L’impero e la leadership Pirelli prende forma fino a diventare quello che è oggi: un’azienda presente in 11 paesi, con 20 stabilimenti in continua espansione e oltre 30.000 dipendenti in tutto il mondo.

-> LE PASSIONI. Marco Tronchetti Provera indossa scarpe su misura, oppure firmate Prada e Tod’s. Le sue eleganti camicie sono di Loro Piana, le cravatte Marinella. Immancabile l’orologio Audemars Piguet Royal Oak. È un appassionato di vela, di sport invernali e di calcio. Da molti anni Pirelli è lo sponsor ufficiale dell’Inter. In un’intervista, raccolta qualche anno fa da Umberto Zapelloni, Tronchetti Provera racconta questo: «la tifosa dell’Inter era mia madre. Mio padre non era un appassionato, anzi considerava bizzarro che questi signori corressero in mezzo al campo in mutande…».

Marco Tronchetti Provera è anche una persona impegnata sul sociale. Per questo, in quanto presidente della Fondazione Pirelli, si preoccupa di diffondere arte e cultura. Invece, come presidente della Fondazione Silvio Tronchetti Provera, sostiene la ricerca in ambito scientifico e tecnologico.

Commenta