Il declino di Yahoo

Durante le scorse settimane la compagnia di telecomunicazioni americana Verizon, tra le leader del settore, ha completato l’acquisto di Yahoo per 5 miliardi di dollari. Nel 2008 la Microsoft di Bill Gates ne aveva offerto ben 44,6 per rilevare tutto, ma i fondatori di Yahoo rifiutarono. Una delle più incredibile e sbagliate decisioni nel mondo degli affari, che la storia ricordi. E una fortuna per Microsoft. Anche nel 2015 Yahoo ha registrato delle perdite importanti e a nulla sono valsi gli sforzi da parte di Marissa Meyer, il Ceo, di rilanciare il portale / motore di ricerca, che pure vanta degli ottimi contenuti (soprattutto nella versione americana) e ancora una significativa porzione nel mercato delle ricerche.

Yahoo appartiene agli albori di internet: il suo nome deriva da dei personaggi cavernicoli dei I Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, e per anni, fino all’avvento di Google (nel 1997) ha rappresentato l’organizzazione dei contenuti attraverso una ricerca. Ma in realtà Yahoo non è mai stato un motore di ricerca, era più una directory umana che organizzava i siti esistenti per argomento e offriva contenuti come un portale verticale. Ha rappresentato un modello così interessante di sviluppo dei contenuti web e di utilizzo della rete, che appena due anni dopo la sua fondazione, nel 1996, è stata quotata in borsa dai suoi fondatori Jerry Yang e David Filo.

Grazie alla liquidità proveniente dai capitali di Wall Street, la compagnia è cresciuta in modo rapido e disordinato, procedendo ad acquisizioni nel settore delle telecomunicazioni e cercando di interpretare i cambiamenti del web, tanto che nel 2000 – all’apice delle quotazioni delle dot-com – l’azienda valeva 125 miliardi. Comunque, dopo lo scoppio della bolla delle dot-com, Yahoo iniziò a perdere valore, costantemente, non riuscendo più a svolgere quel ruolo centrale nel mercato della ricerca e dei contenuti.

I motivi del declino di Yahoo sono noti: la rapida ascesa di Google ne ha comportato la fine dal punto di vista delle ricerche. Yahoo era prima tra le “pagine iniziali” più impostate nei browser di tutto il mondo, successivamente, con l’affermazione del rivale di Mountain View le cose si sono rapidamente complicate. Yahoo in effetti non poteva andare avanti come punto di partenza per rilevare siti, nonostante avesse implementato un motore di ricerca valido. Ma il punto è che Google era più semplice da usare, più immediato e più preciso. L’ultimo scandalo del mezzo miliardo di password rubate, potrebbe mettere la parola fine a questa gloriosa storia ventennale, che rappresenta in effetti la preistoria di Internet.

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