L’ibernazione e i viaggi nel futuro

Nei film di fantascienza uno dei metodi più utilizzati per prolungare la propria permanenza nello spazio è quello di mettere in atto l’ibernazione. Lo abbiamo visto per esempio nel film Interstellar, nel quale i personaggi principali vengono ibernati per poter resistere a lungo nello spazio, soprattutto per raggiungere distanze interstellari e mantenere plausibile la trama (ovvero fare in modo che il tempo passato sulla Terra non sia prolungato di così tanto da catapultare i protagonisti in un’altra era geologica). L’ibernazione è uno “staple” del cinema fantascientifico, un espediente buono per l’uso che viene utilizzato fin dagli albori di questo genere letterario, ma è davvero possibile? Naturalmente per la scienza no. Già Asimov, il padre della fantascienza, si poneva questo problema della conservazione dei corpi in stato solido, praticamente perfetti e funzionanti semplicemente conservandoli a temperature criogeniche.

L’ibernazione, come trovata letteraria, nasce dall’osservazione di alcuni fenomeni naturali, come il letargo che però è contraddistinto da una ridotta attività metabolica, nella quale la temperatura corporea si abbassa, anche se i liquidi interni non si cristallizzano. La cristallizzazione dei liquidi provocherebbe infatti dei danni irreparabili ad organi vitali.

Nella fantascienza l’ibernazione è una forma di animazione sospesa, ma non ha alcun fondamento scientifico. I sostenitori della tesi o chi intende ricorrere a pratiche di ibernazione – al di là della stravaganza di voler vivere in un’epoca diversa dalla propria – spesso giustifica questo ricorso al fatto che la scienza nel futuro troverà un modo di rimettere “in moto” i corpi criogenati, senza subire alcun danno. Ma naturalmente è azzardato e ha il sapore della scommessa. Se anche l’ibernazione fosse possibile bisognerebbe fare affidamento su molti fattori affinché tutto vada per il meglio.

  • Anzitutto l’ibernazione dovrebbe essere programmata. Dovremmo avere un computer con una batteria o un sistema elettronico indipendente che ci scongeli in un dato momento. Non è detto poi che il posto dove siamo stati ibernati, la capsula, sia ancora esistente nel futuro. Basta farsi un giro in centro a Roma per capire che bastano 700-800 anni per far sparire intere stratificazioni.
  • Ci dovrebbe essere qualcuno che ci aiuta dopo lo scongelamento e se fossimo andati avanti di 1000 anni non è detto che ritroviamo la nostra civiltà, anzi è plausibile che sia stata sostituita da un’altra estranea al nostro modo di fare e di pensare.
  • Se la medicina ci ha ridato la vita esattamente come siamo, ci troveremmo incredibilmente soli ed estranei, senza gli affetti più cari e sicuramente circondati da storici, filosofi, economisti, che vorranno sapere tutto del nostro mondo, rendendoci la vita impossibile.

Insomma, meglio vivere questa epoca attuale, sperando che magari la scienza continui a progredire in due direzioni:

  • Allungare la vita trovando il modo di sconfiggere le malattie più gravi e limitare le cause di morte.
  • Fare in modo di accelerare la velocità dei viaggi spaziali, per consentirci di esplorare se non altro il sistema solare in tempi più accettabili.

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