teorie sull'origine dell'universo

Le teorie sull’origine dell’universo

teorie sull'origine dell'universo

Nel 1929 Hubble e Humason pubblicarono un articolo basato sullo studio di 24 galassie, per 10 delle quali lo spostamento verso il rosso era stato misurato da Slipher mentre per quattro il “nuovo- spostamento era stato trovato da Humason.
Laniere scrisse su Natura “Possiamo immaginare l’inizio dell’Universo in forma di un singolo atomo, il cui peso atomico è la massa totale dell’Universo”.

La discussione atronomica tra Hubble e Lamaitre

Ciò bastò a Hubble per pubblicare la scoperta adesso celebre della relazione tra spostamento verso il rosso e distanza. Mostrò che la distanza di una galassia da noi è direttamente proporzionale alla velocità data dal suo spostamento verso il rosso. Questa – identica a quella pubblicata da Lemaitre due anni prima – divenne nota come “legge di Hubble'”. Il valore della costante di Hubble dato nell’articolo di Hubble e Humason era di 500 (km/s)/Mpc, stranamente simile al valore di Lemaitre, ma nell’articolo non venivano menzionati né Slipher né Lamaitre. Hubble, che notoriamente amava farsi pubblicità in modo vanitoso e anche sgradevole, fece il possibile per prendersi il merito e la gloria, e in buona misura ci riuscì. Questa volta la notizia si diffuse rapidamente. Lemaitre, comprensibilmente stizzito, scrisse a Eddington per ricordargli l’articolo del 1927 e Eddington fece quello che poteva per diffondere la notizia della priorità di Lemaitre, compreso far pubblicare una traduzione in inglese dell’articolo. Alla fine Lemaitre avrebbe visti riconosciuti i suoi meriti, ma fu a Hubble che la legge rimase intitolata. Lemaitre, però, non aveva finito. A Hubble interessava solo usare lo spostamento verso il rosso per misurare le distanze e non cercò mai di riunirle in un modello cosmologico. La maggior parte dei relativisti consideravano le equazioni soltanto come una cosa con cui giocare, senza un nesso con il mondo reale.

Lemaitre, invece, le prese per quello che dicevano e le usò per cercare di dare una descrizione dell’inizio dell’Universo. Nel 1931 ipotizzò che l’universo cominciò in modo violento (tra “fuochi d’artificio”), in uno sciame densissimo, che si espunse vertiginosamente fino a diventare il mondo come lo conosciamo.

Sviluppò queste idee in un libro pubblicato nel 1946 e chiamò l’origine dell’universo “atomo primordiale” o “trovo comico”. Ciò ispirò il fisico americano di origini russe George Gamow a riprendere questa idea e a svilupparla ulteriormente, con l’aiuto dei colleghi Ralph Alpher e Roben. Ralph Alpher si rese vasto che il calore dei “fuochi d’artificio” di Lemaitre avrebbe riempito l’Universo di radiazioni elettromagnetiche, che dovrebbero esistere tuttora sono forma di onde radio fredde. Nel 1948 pubblicò un articolo su Nature in cui arrivava alla conclusione che la temperatura dell’universo al momento presente risulta di circa 5 kelvin. Gamow divulgò per un po’ l’idea (che oggi gli viene spesso erroneamente attribuita), ma all’epoca nessuno riteneva che fosse possibile rilevare questa radiazione cosmica di fondo, e l’idea venne presto dimenticata.

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