Le distanze del sistema solare

Vi siete mai chiesti quanto è grande il Sistema Solare? E cosa sono le unità astronomiche che vengono utilizzate per indicare la dimensione e l’espansione di un corpo celeste nello spazio?

Spesso confrontare le distanze in termini spaziali non aiuta. Per un abitante della Terra una stella lontana è semplicemente una stella posta a grande distanza, ma quantificarla, anche mentalmente non è facile. Lo stesso accade per quei pochi pianeti che riusciamo ad avvistare ad occhio nudo, come Venere, Marte, Giove. Sulla Terra le distanze sono considerevoli anche per l’uomo. Un aereo impiega non meno di 30 ore per fare un giro completo del mondo, usando degli scali obbligatori. Ci sono isole sperdute nel Pacifico che non sono facilmente raggiungibili, distanti dalla terraferma giorni di navigazione. Eppure il Sistema Solare è su grandezze decisamente più importanti.

I numeri in gioco lasciano a bocca aperta. Se anche ci concentrassimo sui pianeti interni e sulla porzione di spazio che essi occupano, la misura in gioco non sarebbe facile da immaginare. Attraverso la distanza Terra-Sole gli astronomi hanno inventato l’unità astronomica (AU) per facilitare i calcoli, essa è pari a 150 milioni di chilometri. In questo caso Mercurio, il pianeta più vicino al Sole, dista dalla Terra 0,39 dalla stella.

Ma cosa possiamo dire dei pianeti più lontani dalla Terra? Ad esempio, il pianeta nano Plutone, recentemente visitato dalla sonda New Horizons, è praticamente al confine del sistema solar,e il che ci dà un dato approssimativo sulla sua grandezza. 39, 2 unità astronomiche di distanza, pari a 5913 milioni di chilometri. La fine del Sistema Solare è in prossimità di questa distanza dal momento che Plutone sta all’interno della fascia di Kuiper insieme ad altri pianeti nani, fascia che misura dalle 30 alle 50 unità astronomiche.

Ma per quanto strano possa sembrare, nonostante l’enorme distanza, il Sole riesce a influenzare anche al di là della fascia di Kuiper, attirando in orbita attorno a sé corpi che si trovano addirittura a 120 unità astronomiche, là dove viene fissato il confine e si va per lo spazio interstellare. In molti non sono d’accordo con questa misura, asserendo che il bordo dovrebbe coincidere nel punto in cui la forza di gravità della nostra stella viene meno. In sostanza: se un corpo celeste non orbita intorno al Sole, a una certa distanza, non dovrebbe essere considerato facente parte del suo sistema.

Usando questa definizione gli astronomi fissano il confine teorico nella Nube di Oort. Si tratta di una nube composta principalmente da corpi ghiacciati, considerata l’alveo dalla quale provengono la maggior parte delle comete che entrano nel sistema solare. La Nube di Oort è a una distanza colossale: 100.000 UA, questo per dire quanto è potente la gravità del Sole. Si tratta di una misura pari a due anni luce, non poco, considerando la distanza della stella più vicina al Sole (Proxima Centauri, 4,2 anni luce).

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