La teoria dei molti mondi

La teoria dei molti mondi

La teoria dei molti mondi

La teoria aiuta a spiegare alcune bizzarre proprietà della meccanica quantistica, come la capacità delle particelle quantistiche di occupare più stati simultaneamente fino a quando non vengono misurate e ne assumono uno solo.

La teoria dei tanti universi

Questo non accade nella meccanica classicanewtoniana, in cui le particelle possono occupare un solo stato in un dato momento. L’idea degli universi paralleli nella meccanica quantistica risale al 1957  secondo Howard Wiseinan della Griffith University. Nella ben nota interpretazione a ‘molti mondi’ ogni universo si dirama in tanti nuovi universi ogni volta che si fa una misura quantistica. Tutte le possibilità si realizzano: in alcuni universi, l’asteroide responsabile dell’estinzione dei dinosauri avrà mancato la Terra. In altri, sono i Portoghesi a colonizzare l’Australia. Ma i critici mettono in dubbio l’esistenza di questi altri universi, visto che non influiscono in alcun modo sul nostro. Su questo punto, il nostro  approccio del tipo ‘molti mondi interagenti’ è del tutto diverso, come suggerisce il nome stesso. L’idea che l’universo in cui viviamo sia solo uno di un gigantesco numero di ‘mondi’. Alcuni sono pressocchè identici al nostro, altri del tutto diversi. Anziché evolvere in modo indipendente, i mondi interagiscono grazie a una sottile forza di repulsione che tende a renderli diversi. Se esiste un solo mondo, la nostra teoria si riduce alla meccanica newtoniana. Ma se ne esistono tantissimi, la teoria riproduce la meccanica quantistica e, tra i due estremi, predice qualcosa di nuovo che non è nè la teoria di Newton, nè la teoria quantistica. Noi crediamo che, fornendo un nuovo quadro mentale degli effetti quantistici, la nostra teoria ci aiuterà a immaginare esperimenti per provate a spiegare i fenomeni quantistici. Applicazioni pratiche potrebbero riguardare lo studio di nuovi farmaci grazie alla comprensione del comportamento delle molecole nelle reazioni chimiche.

Breve storia della meccanica quantistica

  • Nel 1920 Niels Bohr propose l’interpretazione di Copenaghen della fisica quantistica. Affermò che le particelle quantistiche esistono in tutti gli stati possibili finchè non sono misurate.
  • Nel 1935 Erwin Shrodinger concepisce il suo famoso esperimento mentale in cui il destino di un gatto in una scatola è legato a un semplice processo quantistico. Il gatto è considerato sia vivo, sia morto, finchè non si apre la scatola.
  • Nel 1957 Hugh Everett propone la formulazione degli stati relativi, più tardi ribattezzata interpretazione a molti mondi. Stabilisce così che tutte le storie passate e future sono vere.
  • Nel 1987 Hans Moravec pubblica un articolo sul suicidio quantistico. Cerca di distinguere l’interpretazione di Copenhagen da quella a molti mondi.

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