La ricerca della vita extraterrestre

Molti scienziati ritengono che in altri punti della nostra Galassia possano esistere esseri intelligenti e progrediti, ed alcuni radioastronomia si sono già messi al lavoro per intercettare messaggi provenienti dallo spazio e per inviarne altri dalla Terra. Con queste premesse, il primo contatto con altre civiltà extraterrestri potrebbe avvenire molto presto.

setiCi sono parecchi ragioni scientificamente fondate per credere nell’esistenza di una vita extraterrestre. Facendo semplici considerazioni statistiche, risulta inconcepibile che sui 100 miliardi e più di stelle che compongono la Via Lattea, il Sole debba essere l’unica stella ad avere nel suo sistema un pianeta sul quale esiste la vita. Dei vari fattori che determinano questa conclusione, quello fondamentale è l’esistenza di altri sistemi planetari. Secondo le teorie correnti, i pianeti sono formati dal materiale che circonda una stella dopo la sua nascita. In molti casi, il materiale residuo genera una seconda stella, ma le stelle che non hanno una compagna stellare svelatile – almeno una stella su dieci – potrebbero avere pianeti come compagni. In teoria, dunque, potrebbero esistere miliardi di potenziali dimore per la vita nello spazio.

In pratica, tuttavia, non esiste ancora alcuna prova definitiva circa la presenza di sistemi planetari in grado di ospitare la vita. Sfortunatamente non siamo in grado di vedere direttamente i pianeti che accompagnano altre stelle, giacché essi sono troppo piccoli e le stelle troppo luminose. Persino un pianeta gigante delle dimensioni di Giove, che orbitasse attorno alla stella più vicina, sarebbe fuori dalla portata dei più potenti telescopi puntati sulla Terra. Bisogna pertanto ricorrere a metodi indiretti: un mezzo per scovare i pianeti è quello dell’oscillazione. Esso consiste nello scovare il movimento di una stella dovuto al fatto che questa e i suoi pianeti ruotano intorno al loro centro comune di gravità, come le due estremità di un manubrio da ginnastica molto asimmetrico. Un astronomo americano, Peter van der Kamp, ha studiato per oltre 40 anni una piccola stella fredda, nota come stella di Barnard e ritiene di aver trovato una oscillazione nel suo moto. L’intuizione sulla stella di Barnard ha dato la stura alla ricerca dei pianeti vivibili osservati oggi lungo sistemi stellari della Galassia, a molta distanza dalla Terra, con strumenti di estrema precisione che rivelano non solo le oscillazioni, ma anche le flebili diminuzioni dell’emissione luminosa di una stella, al passaggio di un corpo in orbita ad esso.

La semplice esistenza di pianeti comunque non è una garanzia sufficiente a dimostrare la presenza della vita sugli estessi. Anche la stella progenitrice ha importanza nel problema: se il nostro Sole fosse sostituito da una piccola nana rossa fredda, la Terra si ghiaccerebbe a causa della bassa emissione energetica stellare; se, viceversa, il Sole fosse come la luminosa e calda stella Sirio, il nostro pianeta arrostirebbe. Per stimolare la formazione della vita, dunque, è necessario che la stella raggiunga un compromesso tra buona emissione di energia ed una durata di vita sufficiente a consentire il progresso dell’voluzione. Forse non sorprende che le stelle come il Sole possiedano questo attributo nella combinazione più perfetta siano rare, ma non in numero tale da azzerare le probabilità. Le stesse condizioni per la vita poi dipendono dalla singola distanza tra il pianeta e la stella; se la Terra fosse stata un po’ più vicina o un por più distante, si sarebbero avute condizioni o troppo calde o troppo fredde per poter essere compatibili con la vita: avere il giusto pianeta nella cintura verde della vita è un altro requisito che scompone il quoziente di probabilità che viene definito nella celebre equazione di Drake. Un ente preposto alla ricerca di vita extraterrestre è il SETI, oramai finanziato privatamente, che ricerca le condizioni di vita in sistemi stellari distanti nella nostra Galassia. Fermo restando che la Via Lattea è solo una delle centinaia di miliardi di galassie ruotanti nell’Universo.

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