La radioastronomia: ascoltando le stelle

Ogni giorno l’astronomia moderna sembra trovarsi di fronte a scoperte inaspettate, che dimostrano in modo inequivocabile la varietà degli ecosistemi spaziali, che offrono spunti di riflessione e nuovi ambiti di ricerca a scienziati affamati apprendere e sondare lo spazio.

Uno sguardo sonoro nello spazio profondo

radiotelescopioAi nostri occhi sensibili alla luce il cielo notturno rivela lo spettacolare scintillio dei pianeti e delle stelle, ma i particolari rimangono inaccessibili da terra. Solo i telescopi particolarmente potenti rivelano i dettagli e in particolare i telescopi spaziali, dei quali Hubble, lanciato in orbita negli anni ’90 con un costoso programma internazionale, è il più famoso e prestigioso. Con l’ausilio dei telescopi ottici gli astronomi hanno studiato gli oggetti celesti con sorprendente precisione: ma molti di essi, comprese le nebulose della nostra galassia e di altre galassie al di fuori del nostro gruppo locale, emettono scarsa luce, per cui appaiono deboli e avvolti nel mistero. Se i nostri occhi fossero sensibili alle onde radio, anziché a quelle luminose, il cielo notturno apparirebbe del tutto diverso.

I vantaggi della radioastronomia

Per gli occhi sensibili alle onde radio il cielo sarebbe dominato dalla banda della Via Lattea. In realtà, nel cielo delle emissioni radio, la Via Lattea è ancora più luminosa del Sole. Le stelle in genere sono modeste emettitrici di onde radio, per cui gli occhi sensibili a tali radiazioni non vedrebbero affatto le stelle che ci sono familiari nel cielo. Però esistono singole emittenti radio molto forti: alcune sono costituite da residui a forma di anello di antiche esplosioni di stelle, altre sono nuvole gassose simili ad ammassi di lana vaganti nello spazio, altre sorgenti ancora hanno la forma di un manubrio, il che è tipico delle galassie che esplodono a enorme distanza dalla nostra. Tutti questi oggetti emettono onde radio, ma non molta luce (proprio come le stelle emettono molte radiazioni luminose e poche nello spettro radio), per cui vengono studiati meglio dalla radioastronomia. Le numerose e importanti scoperte fatte con la radioastronomia hanno portato nuovo vigore e interesse allo studio dell’universo, ma – mentre prima davano una risposta a molte delle domande poste dall’astronomia ottica – contemporaneamente mettevano gli scienziati di fronte a ben più complessi problemi. Il più famoso radiotelescopio singolo è sicuramente quello di Arecibo, in pratica una gigantesca antenna puntata verso lo spazio, che si è vista anche in un film di 007. Campi di radiotelescopi collegati tra loro sono visibili nel film Contact e vengono utilizzati per scandagliare lo spazio alla ricerche di sorgenti radio provenienti da entità aliene, cioè di natura artificiale, all’interno del progetto SETI. La stessa radioastronomia è stata importante per scoprire la radiazione di fondo e confermare, tra le altre, la teoria del Big Bang. Il radiotelescopio spaziale James Webb sostituirà di fatto Hubble, promettendo di raggiungere altri insperati risultati.

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