La prossima era glaciale: scienza o bufala?

La geologia, che studia la Terra nelle sue evoluzioni storiche, ha ormai accertato l’esistenza di periodi di grande freddo, chiamate glaciazioni. Tra le glaciazioni più importanti per la vastità e la lunghezza del fenomeno, si ricordano quelle dell’era precambriana (Terra Palla di Neve) e soprattutto l’era glaciale propriamente detta, cioè quella quaternaria, del Pleistocene, conosciuta nella cultura popolare, per essere sopravanzata fino all’Europa meridionale.

Quali sono le cause delle glaciazioni?

L’avanzamento dei ghiacciai è in stretta relazione con la diminuzione delle temperature, in particolare di quella estiva, tuttavia le oscillazioni climatiche non hanno mai assunto proporzioni tali da provocare catastrofi ecologiche e biologiche. Meno sicuri sono senz’altro i dati sulle variazioni nella quantità di precipitazioni e sulla loro influenza ai fini del glacialismo. Riferendosi alla grande espansione glaciale del Pleistocene, sembrano accertate le implicazioni con un complesso aumento dell’umidità anche se quasi tutti gli studiosi sono concordi nel sostenere al tesi secondo cui poteva essere sufficiente un moderato abbassamento della temperatura media estiva, per abbassare il limite delle nevi perenni anche di 1500 metri e permettere così una forte espansione dello scorrimento dei ghiacciai lungo le valli e le pianure. È stato dimostrato che in passato molte regioni ella superficie del pianeta sono state soggette a temperature inferiori a quelle attuali: alcuni scienziati hanno tentato di spiegare le oscillazioni climatiche con variazioni nell’andamento dell’insolazione e della radiazione solare ricevute dalla Terra, altri con variazioni nella posizione delle terre emerse rispetto ai poli o negli elementi geometrici dell’orbita terreste, altri ancora con mutamenti di composizione dell’atmosfera con conseguenti variazioni nello sbalzo termico. Il problema è ancora aperto e di sicuro gli scienziati non escludono una prossima glaciazioni. Anzi, c’è stato un lungo periodo durante lo scorso millennio, di raffreddamento della temperatura, noto come “piccola era glaciale”, che ha comportato un abbassamento delle temperature nell’emisfero settentrionale, perdurata fino all’inizio del ‘900 e considerata una fase termica tra due grandi glaciazioni (l’ultima e la prossima). I ghiacciai si stanno ritirando dal 1850 ed è dibattuto (nonché accettato) il ruolo dell’uomo nel riscaldamento del clima terrestre.

L’era glaciale più famosa è quella del Quaternario, dalla quale la terra sta uscendo e nella quale è inserita come contesto – un terzo della superficie terrestre era ricoperto dai ghiacci, che si sono spinti fino alle Alpi (glaciazione Wurm). L’ultima è avvenuta tra il 9600 e il 9700 a. C. ed è durata almeno centomila anni. La calotta glaciale si formò ad esempio negli altopiani dell’Iran e ricoprì le pianure germaniche e polacche. Ci furono ghiacciai in Africa, ad esempio nella catena dell’Atlante e nelle montagne dell’Etiopia. Grandi ghiacciai erano presenti nelle montagne del Kenya, mentre in Sud America la Patagonia era praticamente una distesa di ghiacci, invasa dagli avanzamenti dei ghiacciai delle Ande. L’Antartide era come lo vediamo oggi, ricoperto di ghiacci. La prossima glaciazione è fonte di bufale in giro nel web. Gli scienziati pensano che prima o poi ci sarà un progressivo abbassamento delle temperature, ma non è un avvenimento che capita nello spazio di una notte.

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