La Cina inaugura il più grande radiotelescopio del mondo

Le ambizioni della Cina nell’esplorazione spaziale, recentemente frustrate dalla notizia che il gigante asiatico ha perso il controllo della propria stazione spaziale (che precipiterà sul pianeta, non si sa dove per ora, nel tardo 2017), ricevono una nuova spinta grazie alla messa in funzione del più grande radiotelescopio del pianeta. Secondo l’agenzia di stato cinese (Xinhua) questo gigantesco radiotelescopio di 500 metri di diametro situato nella regione del Guizhou e costato 180 milioni di dollari, supera di 200 metri il famoso orecchio di Arecibo, in Porto Rico.

Il radiotelescopio, chiamato in acronimo inglese FAST ha lo scopo di scoprire, secondo gli scienziati cinesi, le leggi che governano l’evoluzione dell’universo. Inoltre, oltre ad ascoltare i segnali naturali dell’universo questo potente radiotelescopio può essere utilizzato anche in senso inverso, nello schema del celebre Segnale di Arecibo, con il quale abbiamo tentato di comunicare negli anni Settanta del secolo scorso.

La radio astronomia è un campo ormai all’avanguardia che si occupa dello studio dei corpi celesti sfruttando le onde radio, vale a dire una gamma ben precisa dello spettro elettromagnetico. nonostante gli studi iniziali sull’elettromagnetismo non abbiano mai escluso dal novero i corpi celesti e che pertanto lo stesso Marconi nel 1916 avesse ipotizzato che alcuni disturbi erano di natura extraterrestre (cioè spaziale), la nascita della radioastronomia va fatta risalire all’astronomo Kanskj, che per primo identificò nel centro della nostra galassia, la Via Lattea, una sorta di rumore di fondo.

Grazie allo sviluppo delle prime antenne in grado di percepire le emissioni radio, furono scoperti le grandi sorgenti extragalattiche. La tecnica radar, messa a disposizione fin dal secondo conflitto mondiale, rappresentò una ulteriore evoluzione, portando questa scienza ai livelli dell’astronomia ottica, effettuata mediante l’uso di telescopi tradizionali.

Oggi la radioastronomia ha raggiunto livelli di eccellenza grazie anche al lancio di radiotelescopi spaziali e ad essa si devono delle scoperte fondamentali, come i pulsar, i quasar e l’attività delle galassie. Inoltre la radioastronomia è stata fondamentale nella scoperta della cosiddetta Radiazione cosmica di fondo, vale a dire il residuo dell’esplosione del big bang, avvertito in modo uniforme in tutto l’universo come un calore di fondo. Numerosi sono i premi noble per la fisica dovuti alle scoperte effettuate con la radioastronomia, mentre sono sorti ovunque dei campi di radiotelescopi, particolarmente interessanti, sia per le scoperte che hanno permesso, sia per la suggestione che infondono con decine di antenne puntate in cielo alla ricerca di qualcosa. O di qualcuno.

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