Il mito dei marziani

Per un lungo periodo di tempo si nutrì la speranza che la vita potesse esistere in alter parti del nostro sistema solare, ma ora sappiamo che una tale evenienza è del tutto improbabile. Mercurio è sterile come la Luna, e Venere è troppo caldo; Marte sembrò per diverso tempo il sito più promettente. Verso la fine del XIX secolo, alcuni astronomi riferirono di aver visto sulla superficie del pianeta rosso dei canali che furono interpretati come corsi d’acqua artificiali, scavati da ipotetici marziani per portare l’acqua dalle calotte polari alle loro coltivazioni situate in prossimità dell’equatore. Altri astronomi furono inflessibili nel negare l’esistenza di tali canali, ipotesi poi avvalorata dalle successive missioni spaziali, ma ciò nondimeno era molto attraente l’immagine di Marte come un arido mondo sul quale si abbarbicavano rade chiazze di vegetazione.

Nel 1976, le due sonde spaziali Viking 1 e Viking atterrarono su Marte alla ricerca di segni di vita. Le loro telecamera scandagliarono il paesaggio circostante, rivelando una gran quantità di rocce ma nessuna traccia di vita, nonostante le ottimistiche previsioni di ritrovamenti di calci e di ammassi di muschio. Questi magri reperti, tuttavia, non escludevano la possibile esistenza di organicismi microscopici nel suolo del pianeta rosso: i Viking effettuarono tutta una serie di esperimenti per dimostrare questa presenza, ma non riuscirono a fornire alcuna prova conclusiva. Marte sembra essere sterile, almeno nei punti di atterraggio del lander delle sonde che abbiamo mandato negli anni. Ciò comunque non ha di fatto eliminato il termine “marziano” come sinonimo di alieno. Di recente un film molto premiato con Matt Damon (The Martian) inverte il fattore extra-terrestre, abbandonando l’uomo nell’isolato e privo di vita pianeta rosso.

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Andate deluse le aspettative di trovare segni di vita su Marte, rimaneva ancora da sondare Giove. In teoria, nell’atmosfera di questo pianeta potrete essere operante lo stesso processo che diede origine sulla vita sulla Terra e alcuni ottimisti suggeriscono addirittura che gli eventi bioetici possano essere scaturiti dalle nubi di Giove. Purtroppo, la tempestosa atmosfera del pianeta rivelata dalle sonde Voyager nel 1979 sembra ostile a qualsiasi forme di vita.

Al di là di Giove, il sistema solare si fa più freddo e più buio se non c’è vita su Marte e su Giove. È certo che non c’è neanche a maggiori distanze dal Sole. Dobbiamo quindi puntare la nostra attenzione sulle stelle. I pianeti appartenenti a sistemi solari diversi dal nostro posso essere svelati ricercando l’oscillazione nel moto di una stella. un astronomo ritiene di aver osservato l’oscillazione nel moto della stella di Barnard, una stella visibile nella costellazione di Offiuco. Il fenomeno dell’oscillazione si verifica perché ogni sistema orbitante ruota attorno ad un centro comune di gravità o baricentro, rispetto al quale ciascun pianeta gira. Come nel nostro sistema Terra-Luna il satellite naturale altera il moto della Terra.

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