I viaggi delle comete

Una luminosa cometa è il fenomeno astronomico più spettacolare visibile ad occhio nudo: la sua coda – lunga milioni di chilometri – si estende per metà del cielo. Eppure, questo straordinario show cosmico è generato da un minuscolo nucleo di ghiaccio, così piccolo da risultare normalmente invisibile dalla Terra, persino attraverso i telescopi più potenti. Con un diametro di appena pochi chilometri, questo nucleo è giunto vicino al Sole lungo un’orbita ellittica che si estende sino alle glaciali distese al di là dei pianeti del Sistema Solare. Per secoli l’uomo ha indagato sulle origini delle comete ed ha associato la loro spettacolare comparsa a disastri terreni, una teoria, questa, che è stata rivista dagli astronomi. Oggi siamo in grado di spedire delle sonde sulle comete, facendole atterrare per prelevare dati e fare analisi sullo spigoloso e impervio terreno.

halleyLe orbite ellittiche sono una caratteristica delle comete. Delle circo 1000 comete note, un centinaio sono a breve periodo, cioè seguono orbite relativamente piccole, misurate lungo il loro asse maggiore, che le riconducono presso il Sole in periodi inferiori a 200 anni. Il periodo pù corto appartiene alla cometa Encke, che completa una rivoluzione intorno al Sole esattamente in 3,3 anni. Le comete a periodo più lungo si muovono su orbite più ampie. Secondo i calcoli degli astronomi, esse debbono esistere a milioni, con orbite che richiedono milioni di anni per essere completate. Il periodo più lungo fra tutte le comete osservate più di una volta è quello della cometa Grigg-Mellish; notata per la prima volta nel 1742 e di nuovo nel 1907, essa possiede un’orbita di 164 anni che nel suo punto più distante dal Sole, l’afelio, la conduce al di là di Plutone, recentemente osservato da New Horizons.

Un tempo si riteneva che alcune comete giungessero dallo spazio interstellare nel sistema solare seguendo orbite aperte, del tipo noto come parabole o iperboli, e che pertanto avrebbero incontrato il nostro sistema solare solo in quell’unico passaggio. Oggi, tutti gli astronomi concordano sul fatto che le comete appartengono al nostro sistema solare e che risiedano, per così dire, lungo la fascia di Kuiper. Le comete son fragili: per la maggior parte non sopravvivono per più d qualche centinaio di orbite e, per questo motivo, quelle a periodo corto non possono essere esistite da quando il sistema solare ebbe origine 4,6 miliardi di anni fa.

La luminosità che tanto affascina si ottiene per effetto della radiazione solare, che eccita gli atomi dei fase della chioma, facendola brillare come una macchia di luce brillante come un diamante. I gas incandescenti sono costituì da piccoli gruppi di atomi derivati dalla disgregazione di molecole situate nel nucleo, e in molti casi vengono ionizzati dalla radiazione solare. In ogni passaggio le comete rischiano la loro stessa esistenza: se passano troppo vicino al Sole rischiano di andare perdute, frantumandosi a causa dell’enorme forza di gravità esercitata dalla Stella principale. Ma rischiano anche quando vengono catturate da corpi celesti più grandi. Nel 1994 la cometa Shoemaker-Levy 9 fu disintegrata da Giove e catturata dalla sua gravità. L’impatto con l’atmosfera del gigante gassoso fu spettacolare e produsse non pochi danni osservati direttamente dal telescopio Hubble e da tutti i telescopi del mondo. Quanto è probabile uno scontro con il nostro pianeta? Gli astronomi non escludono che ciò possa verificarsi, anche con corpi più piccoli, e non escludono che non sia già capitato nel passato burrascoso del pianeta.

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