Fotografo e fotografia nel mondo di oggi

La fotografia come arte ha ricevuto un riconoscimento decisivo solo nell’ultimo scorcio del secolo scorso, quando si è elevata a rappresentazione concreta dell’umanità. Eppure, il successo di riviste come Life, National Geographic o Times doveva far pensare che prima o poi ci sarebbe stato questo tipo di riconoscimento. La fotografia artistica è soprattutto la fotografia del reale, quella che appartiene al giornalismo, che ha in maestri come Robert Capa gli antesignani di un genere che in Italia (il fotoreporter) ha stentato a decollare. Tutt’oggi è difficile campare di fotografia se non si lavora in ambiti precisi e si mettono da parte le ambizioni artistiche.La parte maggiore del mercato della fotografia è ricoperta tuttora dalle foto da cerimonia, che riguardano tutti, minore è il segmento della fotografia pubblicitaria, nella cui categoria può oggi essere inclusa la fotografia per il web o per gli eventi.

Per un creativo lavorare per le foto di matrimonio, ancorché originali e ricche di spunti, non è il massimo. Tutti i fotografi sognano di diventare come Helmut Newton, di passare alla storia come grandi ritrattisti, di realizzare reportage venduti in tutto il mondo. Oggi i concorsi fotografici delle principali riviste e gallerie premiano spesso i fotoreporter che vanno in zone di guerra o di crisi, le foto premiate riprendono la drammaticità di un momento. Un fotografo di successo insomma è un fotografo che cerca le storie, che cerca un filo narrativo, che sa cosa vuole rappresentare, ma aspetta il soggetto giusto per esprimersi.

Lo sviluppo della pratica fotografica è legato più che alla produzione autonoma di immagini, alla logica del consumo delle stesse, funzionali agli interessi del mercato. Esiste un mercato online di “stock photo”, magazzini di immagini in serie a tema, che possono essere vendute e quindi acquistate, insieme alla licenza d’uso anche per fini commerciali, a prezzi spesso vantaggiosi. Per i fotografi è un’occasione, certo, ma a volte è anche la dimostrazione che l’anelito artistico è decisamente compresso dalla necessità di portare a casa la pagnotta. In Italia non mancano le occasioni per crearsi un nome, soprattutto nel settore della moda. Chiunque su Google cerchi “fotografo Milano” potrà rendersi conto comunque che la maggior parte dei professionisti che compaiono negli elenchi, offre sia il servizio artistico, di moda, di evento, di ritratto, sia il servizio per le cerimonie, perché tale è la situazione del settore. Scene come quelle ritratte nel film “Blow Up” di Antonioni tendono a mitizzare la figura del fotografo, che però non appartiene affatto alla realtà delle cose.

L’ambizione di ogni giovane fotografo dovrebbe essere quella di fare comunque un prodotto originale, anche negli scatti da matrimonio, inutile fare gli snob. Umberto Eco diceva negli anni Sessanta, che l’uscita dei tascabili da edicola, avrebbe comunque finanziato la letteratura colta e che non bisognava guardare con disprezzo questa “volgarizzazione” della narrativa. Allo stesso modo il discorso va fatto per la fotografia: il grande scatto, quello che regala la notorietà, è dietro l’angolo. Molto spesso il fotografo vive la quotidianità in attesa dello scatto perfetto, ma spesso essa fornisce più spunti e occasioni di quanto si creda. Basta solo saper aspettare.

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