Curiosità su Marte, il pianeta rosso

Marte è il pianeta che è stato esplorato più profondamente all’interno del nostro sistema solare. I motivi dell’esplorazione del pianeta rosso non sono solo sentimentali, ma dipendono dalle opportunità offerte. A differenza di Venere ha un ambiente tutto sommato meno ostile, sia per le sonde, sia per un’ipotetica missione umana, inoltre la sua leggera atmosfera non danneggia troppo i robot che abbiamo spedito in vari punti del pianeta per prendere contatto con il suo suolo.

A parte ciò che comunemente sappiamo di Marte, ecco alcune curiosità davvero interessanti su questo pianeta, che è considerato la prossima frontiera dei viaggi spaziali con equipaggio umano.

Fin dall’invenzione del cannocchiale gli astronomi sono rimasti sempre affascinati da Marte, dalla sua superficie arrugginita. La curiosità montò quando l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli descrisse come dei canali artificiali delle fenditure particolarmente profonde sul suo suolo, facendo credere che essi fossero stati costruiti da una forma di intelligenza aliena (i cd. marziani).

Purtroppo per Schiaparelli e per gli amanti della fantascienza, la missione Mariner 4 diede un’occhiata molto ravvicinata nel 1965, attraverso un sorvolo lungo tutto il pianeta, mostrano come esso fosse una landa desolata, ricoperta di polvere rossa, brulla e scalfita da fenditure naturali, che mostravano senz’altro una forma di attività geologica passata. Le misurazioni elettromagnetiche rivelarono che Marte non aveva più un campo magnetico e conseguentemente la sua atmosfera era praticamente impercettibile. In sostanza ciò che ci stavano dicendo gli strumenti era che Marte è un pianeta morto, la cui attività geologica più importante è cessata miliardi di anni fa. Un’anteprima di ciò che potrebbe essere il nostro pianeta quando il nostro nucleo caldo ferroso si raffredderà.

Ciononostante la polvere marziana rossa è magnetica, come dimostrato dalle missioni Viking degli anni Settanta. La conferma è arrivata dal rover Spirit nel 2004.

Una delle figure geologiche più imponenti di Marte è comunque il Monte Olimpo, la montagna più alta dell’intero sistema solare (cioè nei pianeti non gassosi, quelli interni a Giove, per intenderci). La prima visita completa del pianeta, avvenuta tramite la sonda Mariner 9, non rivelò inizialmente tutto il pianeta a causa della presenza di forti tempeste di sabbia, che coprivano gran parte della superficie. Una volta che queste turbolenze cessarono emerse il gigante Olimpo. Sui sui fianchi si vedevano chiaramente i segni di antiche colate laviche lungo un’area che si allungava per decine di chilometri sul terreno circostante. L’altezza dell’Olimpo è di circa 22 km sul livello di base del suolo marziano. Per fare un paragone, la montagna più alta della Terra, misurata dal fondo oceanico, è il vulcano Mauna Kea, che raggiunge i 10 km, molto meno della metà del suo gemello marziano.

Marte è molto più piccolo della Terra, eppure possiede due satelliti dalle forme molto irregolari, simili a patate butterate volanti. Si chiamano Phobos e Deimos, come i figli del dio della guerra Ares (Marte è la traduzione latina). Phobos è quello che ha l’orbita più vicina a Marte e completa un giro del pianeta per tre volte al giorno. I due satelliti sembrano due spuntoni di roccia e non sono minimamente paragonabili alla Luna per forma e per bellezza.

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