Cosa sono le macchie solari

Quello che vediamo del Sole non è altro che la sua superficie incandescente, la fotosfera, termine che significa sfera di luce. A lei dobbiamo la forte illuminazione terreste, il giorno. Alla sua temperatura di circa 6000 gradi, la fotosfera è una specie di calderone di gas caldo turbolento, che sale e discende in celle di convezione alla stessa stregua dell’acqua che bolle in pentola. Queste celle di convezione conferiscono alla fotosfera un effetto a macchie, a chicchi di riso, definito granulazione. Ogni granulo ha un diametro di circa 1000 km, ovvero la distanza tra Milano e Messina. Macché scure molto più ampie appaiono temporaneamente nere per contrasto con le regioni circostanti. La maggior parte delle macchie dura quasi una settimana, ma alcune sono state osservate per mesi: esse sono prodotte da forti campi magnetici, che esplodono attraverso la superficie del sole, bloccando il flusso di calore diretto verso l’esterno. Il colore scuro è semplicemente una differenza di temperatura con la zona circostante. Osservate e studiate per la prima volta da Galileo Galilei, le macchie solari hanno messo in crisi, insieme al corrugamento della superficie lunare, l’ipotesi delle sfere perfette che dominava l’astronomia medievale fino al Rinascimento. Egli le disegnò e ne osservò il ciclo.

Una tipica macchia solare ha approssimativamente la grandezza della Terra, mentre i gruppi di macchie più ampi si estendono per 150 mila chilometri e anche oltre, cioè metà della distanza tra la terra e la Luna. Spiando lo spostamento delle macchie sulla superficie del Sole, gli astronomi possono osservare la velocità di rotazione della nostra stella attorno al suo asse. poiché il Sole è gassoso, la sua velocità di rotazione varia con la latitudine: a livello del suo equatore, esso compie una rotazione ogni 25 giorni, mentre in prossimità dei poli impiega circa 34 giorni per completare questo movimento.

Il numero delle macchie solari aumenta e decresce in un ciclo di quasi 11 anni: quando è minimo, il disco solare può essere del tutto privo di macchie per giorni e giorni,mentre quando è massimo, come si è verificato per esempio nel 2001, possono essere visibili anche fino a 100 macchie. Questo periodo viene detto di “massimo solare”:

Ogni 11 anni variano non soltanto le macchie solari, ma anche le altre forme di attività solare, incluse le tempeste note come flair o brillamenti. Un brillamento è una vivida esplosione di luce nel forte campo magnetico che circonda la macchia solare, e di solito non dura per più di un’ora, o quasi. Queste eruzioni luminose irradiano particelle atomiche nello spazio le quali, nel momento in cui raggiungono la Terra, interferiscono con l’atmosfera superiore, causando problemi alle telecomunicazioni e fenomeni aerei noti come aurore nelle regioni polari.

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