Il corpo umano nello spazio

La Cina vuole portare degli uomini sulla Luna entro il 2025 e per fare questo sta mandando in orbita sulla stazione spaziale Tiangong-2, due astronauti per una durata di 30 giorni. Obiettivo della missione: testare la permanenza per un periodo prolungato acquisendo informazioni fondamentali per il viaggio sulla Luna.

Quali sono gli effetti della lunga permanenza del corpo umano all’assenza di gravità? Abbiamo sufficienti missioni alle spalle e abbastanza letteratura medica per dare un resoconto di quelle problematiche affrontate nel corso dei viaggi, brevi e lunghi, di equipaggi americani, russi ed europei.

Uno dei problemi è la cosiddetta chinetosi spaziale. Una sintomatologia che tende a comparire nei primi giorni, simile al mal d’aria o al mar di male, che comporta nausea e vomito, vertigini e sudori. Agli astronauti che ne soffrono viene consigliato di sdraiarsi non appena iniziano ad avvertire il malessere, riposandosi. Naturalmente esistono farmaci per alleviare i sintomi, ma è tutta una questione di adattamento, che può essere reso più difficile dai continui movimenti del capo.

Un altro grosso problema, molto bizzarro, è quello dato dalle sensazione di ingrossamento della testa. Questa anomali si manifesta quasi immediatamente e trasmette la sensazione che la testa si enormemente più grande del normale. L’effetto che non è solo psicologico, sembrerebbe essere causato dal fatto che l’assenza di gravità fa scendere verso il basso i tessuti molli della testa, come diretti verso un centro ideale nel cranio.

Un problema notevolmente più grave è che il cuore si comporta in modo anomalo, non dovendo pompare contro la spinta gravitazionale. In ogni caso, anche la sensazione della testa grossa tende a dipanarsi dopo poche ore di adattamento. Si verifica di fatto un accumulo di sangue nella testa e nel torace, un adattamento dell’intero sistema cardiovascolare e dei liquidi, che però non è detto che dipenda direttamente dall’assenza di gravità quanto dall’accumulo di sangue, con precise risposte ormonali.

Un evento allarmante si verificò proprio durante una missione lunare americana, l’Apollo 15. Durante il volo i medici che monitoravano i tracciati cardiaci degli astronauti, notarono delle irregolarità nel loro battito, in diverse occasioni durante l’utero corso della missione. Quando stavano passeggiando sulla luna, o sganciandosi dal modulo lunare all’astronave madre in orbita, così come durante il rientro nell’atmosfera.

Secondo la Nasa la causa principale di questi disturbi era da imputare alle variazioni biochimiche dovute all’adattamento del sistema circolatorio all’assenza di peso. Tuttavia i medici dissero anche che in quel caso ci furono errori nella dieta di preparazione, carente di potassio, e nell’allenamento fisico, che da allora ha previsto particolari sessioni dedicate all’allenamento cardiaco.

Un altro problema è dato dall’indebolimento dello scheletro dovuto alla perdita di calcio e di altri minerali. Nonostante tutto comunque degli astronauti russi sono rimasti in orbita per oltre 400 giorni, senza subire reali anni e dimostrando un sorprendente adattamento per un ambiente completamente ostile all’uomo.

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