I computer Mac si prendono i virus?

I virus si diffondono ogni giorno sulla rete, quasi sempre con intenzioni poco benevole. Si tratta di piccoli programmi e file eseguibili in grado di attaccare un processo, simularlo, risiedere all’interno di un file o di un programma, e generare una serie di problemi che vanno dal semplice rallentamento alla compromissione più totale del computer. Spesso sono così malevoli che il loro intento è quello di rubare dati sensibili dal computer del malcapitato e prenderne letteralmente possesso, rubano denaro e informazioni personali molto importanti.

Si dice che i computer Mac, che hanno un sistema operativo OS X giunto alla versione 10.11.15 El Capitan, siano più sicuri dei PC basati su sistema operativo Windows (l’ultimo è il rivoluzionario 10). È vera questa constatazione o si tratta della solita leggenda americana? Lo scrivente, ad esempio, utilizza un Mac, ma comunque ha installato un antivirus gratuito molto leggero. Gli antivirus sono la prima barriera, insieme al firewall, per impedire di essere attaccati dalla stragrande maggioranza dei virus conosciuti. Essi sono programmi in grado di rilevare le minacce, rimuovere i file infetti, isolarli, metterli in quarantena e se necessario rimuoverli. Funzionano con un meccanismo di blacklist, cui possono accedere mediante gli aggiornamenti della lista di virus. E sanno anche interpretare il meccanismo di azione di alcuni malware e agenti malevoli, intraprendendo un comportamento euristico, che porta a creare delle regole di contenimento basate sulle nuove minacce e sulla tipologia di azione che richiedono (creando i cosiddetti falsi positivi, cioè interpretando come malevolo un particolare file che non lo è, ma che sembra comportarsi come tale).

I computer MAC sono più sicuri per due motivi. Il primo è semplice da intuire: rappresentando una piccola quota di mercato nell’ambito dei computer, rispetto alla stragrande diffusione dei computer targati Windows, per un hacker è molto più “redditizio” puntare sulla massa per individuare delle falle e ottenere così un accesso potenziale a milioni di macchine con lo stesso problema. Ma c’è anche una differenza a livello di architettura del sistema. Mac-OS è un sistema sostanzialmente poggiato su Unix. Le applicazioni non si installano, galleggiano come in superficie, non toccano alcun file residente, tanto che per disinstallare un programma basta semplicemente portarlo sul cestino. Su Windows come si sa bisogna disinstallare un programma, che probabilmente ha scritto parte dei suoi file di esecuzione a un livello più profondo, in cartelle del sistema operativo.

C’è pero un problema: grazie alla grande diffusione degli iPhone e degli iPad, che montano un sistema operativo mobile basato su OS X cioè iOS, le macchine Apple sono diventate più appetibili e in qualche modo vulnerabili. Prova ne sia il fatto che comunque il Mac di suo blocca i programmi e le applicazioni che provengono da terze parti, per le quali richiede lo specifico consenso dell’utente. Dalla parte di MAC c’è comunque il fatto che aggiorna il proprio sistema operativo molto più frequentemente e soprattutto lo diffonde gratuitamente, costruendo una difesa sempre più aggiornata contro le minacce della rete. Windows si è adeguata finalmente con Windows 10, distribuito gratuitamente come aggiornamento per la prima volta dalla nascita di Microsoft.

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