Come si formano i pianeti

La nostra casa: il Sistema Solare. Un’intricata giostra di pianeti, satelliti e corpuscoli rocciosi che girano intorno a una grande madre, il Sole. In un certo senso, la nascita dei pianeti è solo un aspetto di una più grande nascita: la formazione di una stella. Le stelle si formano a partire dalle nebulose, gigantesche nubi incandescenti di polvere e gas, nei quali è prevalente la presenza di elio e idrogeno. Oggi come allora, una perturbazione nella nebulosa dà luogo a una concentrazione massiccia di questo materiale, che pian piano si addensa, spinto dalla gravità. Se il nodo formato è sufficientemente grande e denso, esso genererà una forza gravitazionale necessaria a generare calore, formando quella che gli astrofisici chiamano una “protostella”. Con sufficiente massa, l’energia di questa protostella aumenta sensibilmente, dando luogo alle prime reazioni nucleari che la trasformano in una stella vera e propria.

nebulosaNel frattempo, sempre seguendo questa teoria, i gas che circondano la stella e le polveri iniziano a ruotare e ripulire le orbite, formando una sorta di disco. Mentre la protostella si sta formando questo disco è ancora irregolare, una sorta di nube priva di un qualunque ammasso ordinato. Ma non appena la stella inizia a generare attrazione gravitazionale, il disco accelera, causando una rotazione intorno al centro della stella. Più aumenta la velocità più il disco si appiattisce, creando le condizioni per una sorta di ammassamento dei corpuscoli e dei gas. La teoria della formazione dei pianeti a partire da una nebulosa planetaria, spiega anche la conformazione del sistema solare. I pianeti ruotano tutti nella stessa direzione, sullo stesso piano, perché questo è il moto originario del disco nel momento della sua formazione. Tuttavia la teoria è controversa, o meglio, il dibattito è aperto. I pianeti si formerebbero per addizione di materia, pulizia delle orbite, in un processo detto di accrezione. Questo modello sembra molto pertinente per quanto riguarda l’osservazione delle rocce terrestri e di Marte. Gli astronomi tendono a essere d’accordo con la teoria della polvere e dei gas: microscopici granuli che attirati dalla gravità messa in moto dalla protostella, iniziano a riunirsi in pezzi sempre più grandi, esattamente come si formano i fiocchi di neve. Quando la concentrazione di polvere o gas condensati diventa così grande, è impossibile che essi si disperdano nuovamente, formando i pianeti. L’attrazione dei gas, nei grandi pianeti gassosi, osserva lo stesso principio. E’ la massa a determinare l’esistenza o meno di un pianeta. Oggi distinguiamo i pianeti in rocciosi (o terrestri) e gassosi. I primi si sono formati dalle polveri più vicine alla proto-stella, i secondi dai gas esterni al disco, dove l’enorme gravità li fa condensare accorpandoli in un pianeta. Ai livelli più esterni si formano i pianeti di ghiaccio: le comete e i pianetini vicini oggi alla Nube di Oort.

Una risposta

  1. Giovanni 11 settembre 2016 Rispondi

Commenta