Come cambia la vita da sposati

coppiasposataIl matrimonio significa compartecipazione: nella migliore delle ipotesi comprende una presenza costante del coniuge, un supporto continuo e naturalmente lo scambio affettivo. La complicità si raggiunge facendo affidamento l’uno su l’altro e dopo che la promessa si mette in atto, essa si accresce, le responsabilità di tenere una casa insieme aumentano e naturalmente il fatto di aver sancito l’unione in modo civile, significa che non si può prendere le proprie cose e andar via senza produrre delle conseguenze (anche legali). Le cose cambiano quando ci si sposa. Molte coppie non lo ammettono ma è così, anche se non si hanno figli. Ognuno è diverso e le circostanze cambiano da persona a persona, alcune coppie vivono come se fossero sposate da anni, altre si sposano e continuano a vivere come se fossero una coppia normale, ma la stragrande maggioranza delle persone quando assume un impegno del genere, sa che comporterà delle conseguenze tangibili.

In primo luogo dentro casa si assiste subito alla conformazione della coppia. SI capisce chi ha più potere dei due, chi comanda e indossa i pantaloni, come si suol dire. Questo perché uomini e donne sono geneticamente diversi. Le donne sono molto più attive, tengono di più alla casa, si impegnano il doppio anche se fanno il doppio dell’orario di lavoro dei maschi, questo per via di una società ancora molto maschilista. Gli uomini tendono a dipendere subito dalle donne per quanto riguarda la casa, mentre quasi sempre sono le donne a dipendere dagli uomini per tutto ciò che riguarda l’extra-casa. La moglie e il marito sanno che a un certo punto troveranno un equilibrio che consente uno scambio continuo di favori.

Quando si è fidanzati raramente si mettono insieme le finanze, ma quando si è una coppia si compra tutto insieme. Non si può essere egoisti e pensare a spendere per sé quando si fanno progetti di coppia, per cui le abitudini di spesa dei coniugi appaiono subito evidenti. Si capisce chi è più responsabile e chi invece compra cose non necessarie.

L’idea del sesso cambia: sembra strano, ma passato il primo periodo, assai fugace in relazioni di lunga durata, la frequenza dei rapporti sessuali cala drasticamente, anche se le coppie dichiarano di essere soddisfatte della loro vita sessuale. I maschi tendono a perdere interesse nelle novità e si accontentano di rapporti abitudinari, le donne li lasciano fare e rinunciano a sperimentare.

Il problema di crescere una famiglia è sempre all’orizzonte. Man mano che si cresce come coppia, gli amici iniziano ad avere bambini e diventa complicato frequentarli se non si hanno le stesse problematiche e gli stessi orari, per cui alla fine tutte le coppie, o perché lo vogliono o perché pensano che sia giusto farlo, decidono di avere almeno un figlio. La programmazione genetica è potente e ci fa desiderare di avere figli, ma bisogna saper scegliere il momento per non mettere in crisi gli equilibri raggiunti, perché le attenzioni dal coniuge si spostano al figlio, inevitabilmente.

I litigi quando ci si sposa non possono essere tirati troppo per le lunghe. Conoscersi e vivere insieme implica capire quando fermarsi e come trovare una soluzione. A volte basta semplicemente lasciar perdere con una scrollate di spalla o un sorriso, ma è assolutamente fondamentale farlo prima di dormire nuovamente insieme, per evitare inutili polemiche. Nel matrimonio il coniuge è particolare: si desidera sempre la sua presenza, ma a volte la si detesta. Bisogna trovare un bilanciamento tra la cura di sé stessi e il bisogno di compagnia.

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