Colonizzare Marte: un sogno o una realtà

La colonizzazione di Marte ritorna spesso nella fantascienza e nella narrativa. Un film come The Martian, per esempio, ci spiega come è possibile coltivare delle verdure e degli ortaggi in ambienti sterili, riscaldati, generando sufficiente energia e idratazione per attecchire in un’atmosfera diversa dalla nostra. Ma tutte o quasi le proposte di colonizzazione su Marte dipendono quasi sempre dalla necessità di costruire cupole o capsule nelle quali ricreare le condizioni di vita terrestre.

Marte è sempre stato al centro dei sogno dell’uomo. Ciò dipende da vari fattori. Uno singolare è la fascinazione che abbiamo verso questo pianeta perduto, come se riscontrassimo in esso una sorta di destino per la nostra Terra. E non c’è dubbio che oggi Marte sia un pianeta pressoché morto. La sua lieve atmosfera non basta a proteggerlo più dalle radiazioni solari, che l’hanno reso sterile, indifeso, esposto alle radiazioni. Manca l’ozono, o perlomeno è molto raro, così come è raro l’ossigeno. L’aria arancione del pianeta viene conferita dalle polveri, non già da processi ossidativi in corso. Il fatto che però sia un pianeta povero di crateri da impatto, nonostante la presenza della fascia di asteroidi in direzione di Giove, ci dice che un tempo era in grado di difendersi, esattamente come la Terra oggi.

I problemi pratici della colonizzazione di Marte sono ben noti e anche spiegati sufficientemente nel film citato sopra, con Matt Damon. Le tempeste di polvere sono all’ordine del giorno, anche se non è detto che siano di quella potenza mostrata nella pellicola. Sono presenti anche sfiatatoi di carbonio e possibili terremoti.

Nel caso delle tempeste di sabbia esse dovrebbero indurre a costruire in modo intelligente; non è un caso che alcuni scienziati propongono di colonizzare Marte da sottoterra, come autentiche marmotte. Costruendo delle specie di bunker con dei condotti di aria filtrata, ma i problemi sarebbero comunque enormi.

Per vivere su Marte l’uomo deve prima risolvere il problema dell’approvvigionamento di cibo nel lungo termine. L’idea di piantare ortaggi e verdure è utile, ma su larga scala bisognerebbe implementare anche delle forme di allevamento. Il processo di “terraformazione” cioè di creare ex novo un ambiente simile alla Terra è difficile: per avere un clima così riscaldato e rendere gli ambienti respirabili occorre molta energia. Si pensa che sia impossibile cambiare il clima di Marte, anche inseminandolo. E non si sa che organismi potremmo ricreare e che conseguenze avrebbe sulla nostra colonizzazione. La verità è che per ora non abbiamo nemmeno progettato un equipaggiamento adatto alla missione e inoltre siamo ancora lontani dal metterci piede, perché il viaggio su Marte prevede un andata e ritorno che complessivamente si avvicina ai due anni.

Commenta