Cessione del quinto dipendente: di cosa si tratta?

Prestito cessione del quinto dipendente

La cessione del quinto dipendente è una forma di prestito che non si basa sulla presenza di garanzie legati e beni o immobili ma solo ed esclusivamente sul proprio stipendio o sulla propria pensione. La cessione del quinto prevede che la rata che il dipendente deve all’istituto finanziatore venga trattenuta direttamente dallo stipendio del dipendente stesso e che l’importo venga versato dal datore di lavoro oppure dall’istituto previdenziale se la cessione del quinto riguarda un pensionato.

Il prestito con la formula della cessione del quinto dipendente può essere ottenuta, rimanendo solamente nell’ambito professionale ed escludendo il settore delle pensioni, dai lavoratori statali o pubblici e dai lavoratori che operano nel privato mentre ne verrà impedito l’accesso ai lavoratori autonomi. La condizione che permette ad un dipendente di accedere senza problemi al finanziamento con la cessione del quinto è il contratto a tempo indeterminato.

I dipendenti con contratto a tempo determinato potrebbero fare più fatica ad ottenere un prestito di questo tipo anche se non bisogna disperare perché spesso la cessione del quinto viene effettuata anche per questo tipo di dipendenti, a condizione che la durata del finanziamento non sia più lunga di quella del contratto stesso.

I dipendenti, in realtà, hanno la possibilità di accedere a due forme di prestito che avvengono con la trattenuta in busta paga. Oltre alla cessione del quinto che comporta l’addebito di una rata fino al 20% dello stipendio netto del dipendente è possibile chiedere anche il prestito delega che consiste nell’addebito di un ulteriore 20% da trattenere sempre sullo stipendio.

Un dipendente statale potrà chiedere un prestito con la cessione del quinto solo se appartiene a determinate categorie professionali che ora andremo ad elencare:

  • Carabinieri, Poliziotti, Esercito e Forze Armate
  • Insegnanti
  • Dipendenti delle Ferrovie dello Stato
  • Coloro che lavorano nei ministeri

Un dipendente pubblico potrà chiedere ed ottenere il prestito cessione del quinto se fa parte di una delle seguenti categorie professionali:

  • Dipendenti comunali
  • Dipendenti delle Poste Italiane
  • Medici
  • Dipendenti di un ospedale
  • Enti Pubblici, aziende municipalizzate ed Enti Parastatali
  • Dipendenti dell’Enav (Ente nazionale di assistenza al volo) e dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile)
  • Dipendenti della Corte dei Conti
  • Dipendenti CNR (Consiglio nazionale delle ricerche) ed Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile)
  • Dipendenti dell’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), dell’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale), dell’Enpals (Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i lavoratori dello spettacolo) e dell’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza ed assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica). Ricordiamo che da alcuni anni l’Inpdap e l’Enpals sono stati accorpati all’Inps.
  • Dipendenti della Banca d’Italia

In realtà, fino ad alcuni anni fa era consentito soltanto ai dipendenti pubblici e statali chiedere al prestito con la formula della cessione del quinto. Nel 2005, però, sono state approvate delle normative per i dipendenti privati che hanno esteso anche ad essi la possibilità di accedere a questa particolare forma di prestito. Dal punto di vista temporale ricordiamo che il dipendente è tenuto a restituire il finanziamento ottenuto con il prestito cessione del quinto solitamente entro 120 mesi, cioè 10 anni, ma esistono anche casi in cui il prestito si protrae solamente per cinque anni.

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