Cercare gli alieni con la radioastronomia

Durante la seconda guerra mondiale, la radio astronomia attrasse un gran numero di ricercatori, I quali costruirono radiotelescopi forniti di parabole molto più grandi di quelle realizzate nel decennio precedente. I motivi per cui furono utilizzate parabole più grandi sono due: uno era semplicemente che una parabola più ampia può raccogliere più onde radio E messaggi. L’altro era che una parabola più ampia può individuare aree di cielo Maggiore. Il tipo di radiotelescopio parabolico a disco ebbe il culmine nel colossale impianto di 76 m di diametro fatto costruire da sir Bernard Lovell a Jodrell Banck; impianto che rimase per 14 anni il più grande radiotelescopio del mondo, prima di venire superato nel 1971 da un impianto tedesco, nei pressi di Bonn. Un famoso radiotelescopio immobile è quello di Arecibo, nell’isola di Portorico, immortalato anche in famose scene cinematografiche. Quest’ultimo è costituito da una depressione del terreno fra le colline di cavi in modo da costituire una zona riflettente, mentre al di sopra è sospesa l’antenna per mezzo di enormi torri disposte tutto intorno. Anche se l’impianto di Arecibo non può seguire i movimenti, i tecnici del telescopio possono ugualmente esplorare il cielo grazie alla rotazione della Terra.

I grandi telescopi a disco possono rappresentare il simbolo per i radioastronomi, ma non sono affatto l’unico tipo di questo strumento. La maniera più facile per creare una zona di ricezione, in modo da realizzare un telescopio che sia sensibile e contemporaneamente possa percepire i particolari, è semplicemente quella di tendere un certo numero di antenne su un campo. Per questo si vedono estesi campi dove si stagliano imponenti antenne poste a intervalli regolari, controllate da computer che le fanno puntare su determinate zone del cielo, come si può apprezzare nel film Contact di Robert Zemeckis.

Nel film si racconta di una ricercatrice del SETI in difficoltà con i finanziamenti per la sua ricerca, che scopre un messaggio alieno proveniente dalla costellazione di Vega. Il SETI è un organismo privato, un progetto di ricerca iniziato nientemeno che nel 1959 con lo scopo di cercare segnali radio dall’universo. Il presupposto del SETI è che gli alieni, se ci sono, utilizzerebbero una sorgente radio per farsi notare. Il motivo scientifico alla base dell’uso dei radiotelescopi è che essi captano onde che vanno molto lontano nello spazio, inoltre questi radiotelescopi possono essere notte e giorno, senza nessuna limitazione. Ad oggi nessun messaggio captato dallo spazio è risultato essere di natura artificiale, ovvero prodotto da una civiltà. Mentre è vero che i radiotelescopi captano numerosi suoni dallo spazio, anche se data l’assenza di atmosfera non possono essere definiti realmente suoni, ma vibrazioni elettromagnetiche, amplificate a Terra.

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