Avvistamenti UFO: quanto sono reali?

Il progetto per la ricerca di vita extra-terrestre chiamato SETI prosegue il suo lavoro grazie a fondi privati. Come racconta il bellissimo film Contact, oramai vecchio di 20 anni, la ricerca di UFO è certosina e avviene in un ambiente scientifico profondamente paziente, riflessivo, fatto spesso di attese inutili, frustrazioni e delusioni.

Il segnale più importante ricevuto finora risale a quaranta anni fa, era l’agosto del 1977 quando proprio al SETI, Jerry R. Ehman registrò un segnale che proveniva dall’esterno della terra e del Sistema Solare, di natura non riconosciuta durato oltre un minuto (1’12’’ per la precisione). Da allora il segnale non si è mai ripetuto e sono state tante le speculazioni circa la sua natura e la sua provenienza.

Questo per dire che la ricerca della vita extraterrestre è così difficile che per provarla bisogna anche essere fortunati, e trovarsi nel posto giusto al momento giusto. In tutto ciò nessuno ha decifrato il segnale WOW, chiamato così dall’appunto di sorpresa lasciato da Ehman al momento della scoperta, non sappiamo da quale sorgente provenga e se sia davvero di origine aliena.

Poste queste premesse è assai difficile ammettere che sul nostro pianeta siano stati avvistati degli UFO. Il più famoso caso è quello di Roswell, basato sulle testimonianze di alcuni agricoltori della zona, ma ormai sono stati desecretati tutti i verbali e non è accaduto nulla di strano. Nella zona gli Americani compivano degli esperimenti per dei nuovi velivoli, ma molto più probabilmente si trattava di un pallone sonda lanciato nelle zone alte dell’atmosfera.

Gli avvistamenti di UFO non sono credibili semplicemente perché sono delle fabbricazioni artificiali di persone interessate al tornaconto economico. Gli UFO piacciono, la fantascienza è uno dei generi letterari e cinematografici leader in termini di incassi e pertanto non sorprende che ci siano persone che vogliano speculare su questi trend. Le foto che spesso sono state mostrate a prova dell’avvistamento di un UFO o sono marcatamente ritoccate (oggi con Photoshop è possibile fare di tutto e il web alimenta il traffico sulle pagine che ospitano queste gallerie di foto) oppure vengono scattate di notte e si parla di strane luci, magari disposte in fila. Ma nel cielo stellato è facile scambiare un aereo militare o commerciale per un ufo, soprattutto se non lo si conosce. Nella maggior parte dei casi, le prove fotografiche degli UFO non sono altro che dei riflessi di luce, dei giochi dovuti all’illuminazione o ai riflessi e al modo in cui li si cattura. C’è un tale livello di ritocco, di sofisticazione, che credere alle prove video o fotografiche risulta oggi francamente impossibile.

Al contrario, basterebbe provare a risolvere la chilometrica equazione di Drake per rendersi conto di quanto sia difficile avvistare o trovare alieni nello spazio, semplicemente perché il tempo non scorre contemporaneo in due punti molto distanti. La luce di una stella lontana 4 anni luce come Proxima Centauri, la più vicina alla Terra, ha impiegato proprio 4 anni per arrivare a noi. Questo significa che se due anni fa la stella si è drammaticamente spenta in seguito a un’esplosione, noi lo sapremo solo nel 2019! Comunicare a lunghe distanze è difficoltoso e questa mancanza di sintonia, ancorché il fatto di trovare un sistema stellare con un pianeta simile o quasi alla Terra, è l’ostacolo più grande alla comunicazione tra specie spaziali differenti. Anche se la statistica ci rincuora: probabilmente ci sono, ma siamo troppo distanti per comunicare con loro.

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