Ambiente: è allarme siccità al nord

Le temperature di un febbraio decisamente poco invernale hanno portato il livello fiume Po e dei grandi laghi del nord ai livelli di agosto, con un allarme siccità dovuto alle scarsissime precipitazioni degli ultimi mesi che fanno pensare ad un’estate non molto promettente.

Livelli problematici

Nell’Italia settentrionale non piove da un po’, e se continuerà a non farlo entro metà marzo il livello del fiume Po nella zona di Piacenza arriverà al di sotto dei 432 metri cubi al secondo, quasi sfiorando la soglia minima dei 400.

Nel ferrarese, già oggi il livello del fiume è sceso di 5,46 metri sotto la media, un numero tipicamente estivo e decisamente anomalo alla fine della stagione invernale. Questo è un allarme segnalato dall’Associazione nazionale consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (ANBI) nonché dai monitoraggi di AIPO, l’agenzia che appunto monitora costantemente il fiume Po.

Gli afflussi del fiume a gennaio hanno subito un ribasso del 70% rispetto alla media solita di questo periodo, e un conseguente ribasso del 40% a febbraio, mese in cui si è vista qualche precipitazione in più.

Ma quest’inverno privo di piogge e nevicate ha eroso tutta la riserva idrica accumulata l’anno precedente, come viene spiegato da ARPA Piemonte nel resoconto idrologico mensile. Una situazione simile a quella del 2007, che si ricorda come l’anno finora più colpito dalla siccità, che ricordiamo fu molto più grave di quella del 2017 e che provocò 2 miliardi di danni per l’agricoltura.

Ma la situazione comunque non è rosea: per il Piemonte si è trattato del sesto inverno meno piovoso degli ultimi 60 anni, mentre lo scarso livello del Po nel suo delta provoca la risalita salina perché l’acqua marina non è contrastata da quella dolce del fiume e riesce a risalire di 9km lungo il fiume.

Sui laghi non va meglio

Ma non solo il Po è problematico, perché anche tre dei 4 grandi laghi settentrionali registrano livelli inferiori alla media. Il Lago Maggiore, quello di Como e quello d’Iseo infatti non hanno raggiunto la portata tipica di questa stagione, né potranno troppo beneficiare dello scioglimento delle nevi viste le scarse nevicate.

E anche altri fiumi registrano livelli alquanto scarsi: il fiume Adige è sotto il livello idrometrico, specie a Cavarzere (Venezia) dove è sceso a -2,08 metri (dati Arpav Veneto). Anche il Livenza nella zona di Portobuffolè è sotto la media, con -1,28 metri. Il fiume emiliano Enza che l’anno scorso aveva registrato una media di 5,85 m3 al secondo oggi è un ruscellino di 0,01 metri cubi al secondo.

E ancora, il Secchia ha una portata nove volte inferiore al suo solito, e il Reno cinque. Reno che il 2 Febbraio era addirittura esondato. Questo caldo e le scarse precipitazioni (la media italiana a febbraio è stata di +1,38 gradi, ma addirittura 2 al Nord) ha fatto sì che le piante di mandorli e albicocchi svegliassero prima (e infatti sono già in fiore), e anche i peschi stanno già sbocciando con il risultato che tutte le coltivazioni sono in anticipo.

Il risultato? Un aumento dei prezzi di frutta e verdura del 18%.

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